Buon compleanno Bici, così antica così moderna

200 anni di biciclette, il più romantico, salutare, gentile, economico e ecologico mezzo di trasporto mai nato

Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Enzo Russo

I 200 anni che la bici compie virtualmente in questi giorni, potrebbero indurre a classificare questo mezzo di trasporto come obsoleto, non più adatto ai tempi e ai modi della vita contemporanea o al più utilizzabile nei momenti di svago durante i periodi di vacanza.

La realtà, invece, ci dimostra che questa valutazione è completamente errata.

Oggi la bici è il mezzo di trasporto “rivoluzionario” che sta modificando drasticamente, in positivo, il modo di muoversi e di vivere di moltissime città europee.

Studi specialistici dimostrano che la bici è il mezzo di trasporto più economico, più efficace negli spostamenti “porta” a “porta” entro i 6 Km, con effetti positivi sulla salute pubblica, con i migliori risultati, nel confronto con le altre modalità di trasporto nel rapporto, tra finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture e utenza servita.

Questi dati giustificano l’enorme successo della mobilità ciclabile in quei paesi che storicamente (Olanda e Danimarca) negli ultimi decenni hanno puntato su politiche che favorissero gli spostamenti in bici in ambito urbano.

A questi paesi capofila negli ultimi anni si sono affiancate moltissime città europee, a dimostrazione che innovative politiche di mobilità possono favorire la mobilità ciclabile.

Si è visto che ciò è stato possibile  anche in realtà con condizioni climatiche difficili, come nel caso dei paesi scandinavi (-10°) in inverno, con la città di Copenaghen nella quale il 42% degli spostamenti quotidiani avviene in bici, oppure nelle città spagnole come Siviglia (40° in estate), che, attraverso la realizzazione di oltre cento km. di piste ciclabili, dal 2011 ha visto incrementare gli spostamenti quotidiani in bici sino a circa il 30%.

E Napoli?

Per la prima volta la nostra città ha vissuto una breve “primavera”, non solo per la bici ma per la mobilità sostenibile, nei primi anni della giunta De Magistris.

La realizzazione dell’itinerario ciclopedonale costiero e l’attivazione delle Zone  a traffico limitato del Centro Antico e del Mare, il “lungomare liberato” avevano posto le giuste precondizioni per rendere Napoli una città ciclabile; ed infatti l’avvio dei servizi di bike-sharingin pochi mesi ne aveva visto l’utilizzazione da parte di oltre quindicimila cittadini.

Da anni ormai, purtroppo, le politiche di mobilità sono cambiate; al centro dell’attenzione dell’Amministrazione non vi è più il pedone, il ciclista o l’utente debole ma il fulcro delle scelte è divenuto di nuovo l’automobilista.

Il bike-sharing è scomparso, il lungomare non è più “liberato”, non sono state attivate nuove zone a traffico limitato o aree pedonali.

Questa modificazione genetica può essere sintetizzabile in due precisi momenti: nel settembre del 2012, a Reggio Emilia, in occasione degli Stati Generali della Mobilità Sostenibile, Napoli veniva additata come sorprendente esempio di forte innovazione verso un nuovo modello di mobilità “dolce” che favorisse il miglioramento della vivibilità urbana, la fruizione della città anche da parte delle fasce più deboli, la drastica riduzione dell’inquinamento atmosferico ed acustico; nel maggio 2017 si ha il segnale del definitivo abbandono di politiche di mobilità sostenibile da parte dell’amministrazione comunale.

Esso coincide con le scelte per la richiesta di finanziamenti del programma PON Metro, misura riservata alle 14 città metropolitane, con fondi destinati specificamente alla realizzazione di piste ciclabili, aree pedonali, zone a traffico limitato (come fatto da gran parte delle 14 città metropolitane), e invece impropriamente utilizzato dal Comune di Napoli per richiedere 6,5 milioni di euro per i semafori.

Eppure Napoli è una città per la bici.

La sua densità abitativa, la conformazione su tre pianori (parte bassa da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio – 500.000 ab., Vomero-Arenella – 120.000 ab., Piscinola, Scampia, Secondigliano – 150.000 ab.) la diffusa rete infrastrutturale, sono fattori che consentirebbero a circa 800.000 residenti, più i pendolari che quotidianamente raggiungono Napoli, di potersi muovere agevolmente e a basso costo utilizzando il sistema binario di bici+metro.

In questa direzione spingono le principali associazioni ciclistiche e forze ambientaliste come la Fiab, il WWF, Legambiente, Greenitalia, Napoli Pedala, affinché Napoli possa divenire una “città per la gente” e non una città per le auto.

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