Bollino nero e scalzi i piedi

E’ tempo di scelte

Anche questa estate lentamente impallidisce. Saluti malinconici e arrivederci incerti. Le cose non vanno più come una volta. Non è poi così certo che ci si ritroverà il prossimo anno. Già si è fortunati perché ci si è potuti concedere una vacanza. Inquieto mi domando quante fabbriche non riapriranno a settembre.

La ripresa c’è dichiara chi ha liquidato l’art.18 sul tavolo di trattative turpi e leonine. Non smetto mai di chiedermi come si può pensare di scambiare diritti per economie, garanzie per profitti… Come si può cadere nel tranello della promessa di investimenti in cambio di abbassamento della soglia dei diritti….

pallaTennisMa siamo alla frutta. Ormai “ad occhio nudo” questa economia basata sullo sfruttamento, sull’estrazione, sul consumo di ciò che non è rinnovabile è arrivata al capolinea. Le risorse si stanno esaurendo a prezzo di un inquinamento ambientale senza precedenti che è arrivato ad alterare il clima. Ieri pioveva grandine grande come palle da baseball… parabrezza sfondati e persone in ospedale.

Obama ha lanciato il Clean Power Plan con il quale ha pianificato la riduzione delle emissioni nocive del 32% nei prossimi 20 anni. Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato si” ricorda a tutti noi come la terra sia la “nostra casa” … l’unica che abbiamo. E’ la comunità che deve emergere e con essa l’economia di comunità. Beni e luoghi comuni.

Usi civici e collettivi, proprietà condivise e collettive. Occorre riportare al centro le persone e collocarne ai margini le cose. Comunità e condivisione. Uso comune ed amministrazione condivisa della “cosa pubblica”.

Oltre ed aldilà di un consunto rapporto di proprietà. Pubblica o privata che sia, non fa molta differenza. E’ sempre un rapporto esclusivo ed escludente che finisce con il condizionare e limitare l’uso di un bene. Ma cosa vieta che un bene possa essere utilizzato da altri se in quel momento non ho necessità di usarlo io stesso? E invece no. In questa ottica ci accaparriamo un bene per divenirne proprietari privando gli altri della possibilità di usarlo anche solo quando noi stessi non abbiamo necessità di usarlo.

medioorienteA fronte poi di una spinta forsennata a far diventare obsoleti o semplicemente “fuori moda” i beni con una crescente velocità. L’imperativo è comprare comprare comprare!! Occorre alimentare la produzione con i consumi, a qualunque costo. L’economia deve ripartire… e tutto fa brodo. Guerre, dispute, conflitti locali, guerre tribali, fondamentalismi sanguinari, falsi conflitti religiosi. Senza confini e soprattutto senza scrupoli. Si finanzia il leader di turno e lo si rifornisce di armi per poi improvvisamente trasformarlo in Satana in persona.

E’ stato così per Gheddafi, Saddam Hussein, Osama Bin Laden, è così per Bashar al-Assad tornato improvvisamente in auge per contenere l’ISIS.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti e negli occhi vitrei di morte di migranti disperati. Fuggono dalle contraddizioni di un continente creato con la riga e con la squadra per gli interessi di un colonialismo spietato. Un’Africa spartita prima ancora che divisa.

E’ ormai storia. Prima la scoperta dell’Africa per le sue immense ricchezze, poi il “controllo indiretto” attraverso il dominio militare ed economico, poi il “controllo diretto” con la creazione degli stati coloniali, poi la nascita di Stati fasulli con a capo improbabili dittatori (spesso efferati e sanguinari) mantenuti in sella dagli ex stati coloniali a loro volta culla di negrieri e schiavisti…. Italiani, tedeschi, francesi, turchi, portoghesi, spagnoli, britannici, belgi, e poi statunitensi nessuno escluso.

Ma è lecito chiedersi cosa è restato. La risposta è semplice, drammatica e, in fondo, scontata. Una infinita serie di conflitti interni in pezzi di territorio africano in cui, da tempo, non esiste più uno stato ma bande (armate dall’occidente) che si contendono la supremazia a colpi di mitra.

di spallajpgI migranti fuggono da un mondo che hanno subìto dopo essere stati espropriati del diritto di costruirlo. Sacrifici umani sull’altare dei mercanti d’armi, delle multinazionali, del monopolio delle materie prime… Bieca turpitudine di chi per scelta lucida non guarda ad un mondo fatto di persone ma ad un mondo fatto di mercati, profitti e monete. “Non ce n’è per tutti” grida il bieco Salvini confondendo ad arte le acque. Vorrebbe farci credere che ciò che diamo ai migranti lo leviamo ai nostri connazionali (meno i terroni che lo sono meno degli altri). “Non ce n’è per tutti” afferma con espressività botulinica la Santanchè dal suo salotto a Forte dei Marmi, che solo per arredi e quadri alle pareti potrebbe sfamarne molti di migranti.

E’ una questione di nemesi… ci tornano in casa i macelli che abbiamo creato in Africa… nessuno è assolto, tutti coinvolti. Noi … sì proprio noi! Cosiddetti occidentali predatori…“Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti” Cantava De Andrè.

Ho negli occhi e nel cuore il corpo di un bimbo con il pannolino cullato dalla risacca di un mare che in grembo serba anche i corpi dei suoi genitori…. forse. Chi fugge dalla sua terra, chi vende tutto per comprare una opportunità, chi lascia la sua casa e le sue radici, chi intraprende un viaggio sapendo di rischiare la morte in una stiva va innanzitutto salvato, accolto, rifocillato… poi si vede, si parla, si analizza…

Iniziamo a rinunciare al superfluo, a tutto quello che sprechiamo ogni giorno e, se necessario, cominciamo a condividere quello che abbiamo come un Cristo sofferente ci ricorda dalla Croce ogni giorno che passa della nostra vita…

E’ il momento delle scelte. Occorre cambiare strada. Questa porta alla catastrofe. Bollino nero e piedi scalzi dunque.

Corro a levarmi le scarpe … è quasi ora.

Venerdì 11 Settembre 2015 si parte alle 17,00 dalla Stazione TOLEDO della metro 1 …

Con Amnesty… scalzi naturalmente, per ottenere certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature, accoglienza degna e rispettosa per tutti, chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti…

http://lnx.arcicampania.net/2015/09/09/a-napoli-la-marcia-delle-donne-e-degli-uomini-scalzi/

amnestymarcia

Un commento

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  • Fabio Tedesco
    8 settembre 2015 at 12:34 - Reply

    Splendido articolo,un’analisi obbiettiva di quello che è diventata la nostra società.ma probabilmente la maggioranza delle persone non ancora dentro di se’ il concetto di società. Non è colpa loro. i nostri governanti negli anni non hanno saputo fare il proprio lavoro, almeno a giudicare dai risultati di mancanza di lavoro, impoverimento di tutti, aumento insostenibile di tasse e tributi,assoluta mancanza di giustizia e certezza della pena. Mi limito ad analizzare fatti incontestabili.anche se oggi i politici credono con le parole di convincerci .in questa situazione non può esistere nessuna società. Dobbiamo singolarmente pensare a noi stessi e salvarci.niente funziona ma l istinto ci impone di sopravvivere.in questa situazione non è possibile avere una società degna di questo nome. E senza una società succede tutto questo!