BENVENUTO MOVIMENTO CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI!

Auguri al neonato: è bello, è forte, ha grandi prospettive

Scritto da Umberto Oreste collettivo ecosocialista napoletano

Da poco è nato un bellissimo movimento e già gira per il mondo: quello contro i cambiamenti climatici. Finalmente un movimento adeguato alla fase storica del pianeta; ce ne era proprio bisogno! La terra, che da circa 180000 anni ha ospitato la specie H. sapiensin equilibrio con tutta la biosfera, in un periodo di tempo limitatissimo ha subito oltraggi micidiali che ne hanno irrimediabilmente compromesso il futuro. È evidenza quotidiana, oramai negata solo da pochi ipocriti, che i cambiamenti globali dell’ambiente sono irreversibili: il baratro non è vicino perché nel baratro già stiamo precipitando.

Le evidenze scientifiche sono innegabili. l’ultimo report (febbraio 2019) della concentrazione di CO2 atmosferico ci dice che è in crescita esponenziale ed ha raggiunto nel febbraio 2019 il valore di 411 ppm. È dal 1896 che si conosce la dipendenza della temperatura terrestre dalla concentrazione atmosferica di CO2, per cui non c’è da meravigliarsi che la temperatura media del pianeta, aumentata di 0.8 °Cal suolo e 0.9 °Calla superficie del mare, tende a crescere vertiginosamente. Di conseguenza le macrocelle di circolazione dell’aria dell’atmosfera sono alterate, la circolazione termoalina negli oceani ridotta, l’acidificazione degli oceani aumentata di 0.4 unità di pH, il numero di specie biologiche scomparse cresciuto al punto da individuare la prospettiva di una sesta estinzione di massa, la salute umana in difficoltà per l’aumento statistico delle ondate di calore anomalo, la maggiore diffusione di malattie tropicali, la carenza d’acqua dolce pulita.

Sulle conseguenze delle variazioni dei parametri fisici ci sarebbe tanto da dire, ma non è mia intenzione in questa sede fare un intervento scientifico, quanto piuttosto trarre delle conclusioni politiche, perché ai cambiamenti climatici si affiancano gli effetti di altri fenomeni che sono relazionati al modo complessivo di funzionare del sistema sociopolitico dominante in questa fase storica su tutto il pianeta.

L’iperproduzione di beni di consumo, la globalizzazione dell’economia, la mercificazione dei servizi, la velocizzazione dei trasferimenti fisici, l’uso indiscriminato dellachimica in agricoltura e dei farmaci in zootecnia,l’invasione della plastica, il moltiplicarsi degli armamenti, sono tutte espressioni dell’imperativo categorico del capitale: trarre comunque profitto a scapito dell’ambiente, dei diritti, della salute.

E’ ancora possibile arginare tutto ciò? Necessariamente bisogna provarci, ma occorre fare presto; esistono alcuni provvedimenti che vanno presi subito: bloccare totalmente l’estrazione dei carburanti fossili, smetterla con le grandi opere inutili, eliminare la chimica dall’agricoltura, razionalizzare il consumo dell’acqua,limitarela circolazione su ruota, smettere di produrre plastica.Potranno mai gli attuali partiti di governo e di opposizione assumersi questi compiti? Impossibile, essi sono bravi solo ad elogiare i buoni propositi dei ragazzi del movimento, a fare promesse di impegno futuro, a sottoscrivere accordi internazionali non vincolanti sulle emissioni, e nel frattempo continuano a trivellare, inquinare, affidare appalti grandi e piccoli senza tener conto dei vincoli ambientali.

Il compito di costruire una alternativa realistica può essere assunto solo da un movimento dal basso che siaautonomo da interessi di partiti, di lobby, di governi, che siatransnazionaleoperando in modo condiviso in paesi più ricchi e più poveri, che sia unitario mettendo insieme le tante piccole vertenze ambientali locali e settoriali e che si sappia relazionare con lecontraddizioni di classe di etnia e di genere, che sia capace di farsi soggetto politico della necessaria trasformazione dell’esistente.Allora non comanderanno più in Italia e nel mondo multinazionali, banche, miliardari, generali, amministratori delegati di big companies, e politici compiacenti.

Bisogna attrezzarsi con progettualità, organizzazione, capacità comunicativa ma anche con lo studio delle questioni scientifiche, economiche, filosofiche connesse con  il rapporto umani-natura. Infine il ricordo del passato può insegnarci molto con tante piccole e grandi battaglie molte perse, alcune vinte e tanti eroi conosciuti e sconosciuti.

L’augurio è che questo neonato movimento cresca presto per svolgere in pieno questo ruolo.

 

 

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