Barbarie di genere al Cotugno. Claudio Finelli: strada ancora lunga…

Medico del Cotugno bullizza paziente omosessuale, ironia sugli organi genitali

“Semplicemente increscioso ciò che e accaduto, qualche giorno fa, ad un ragazzo omosessuale. Raccogliamo in queste ore il profondo malessere di un nostro associato, preso in giro e letteralmente bullizzato durante una visita di controllo presso l’ospedale Cotugno di Napoli.

 Recatosi in ospedale per sottoporsi ad una visita di controllo successiva ad un intervento chirurgico a cui era stato sottoposto, il tesserato di Arcigay Napoli (che per ragioni di privacy non intende dichiarare pubblicamente il suo nome) è stato prima preso in giro dal chirurgo – che ironizzava in maniera volgare sulla funzionalità e l’utilità dei suoi organi genitali – e poi non è riuscito ad ottenere dallo stesso risposte chiare a domande specifiche circa le inferenze tra decorso post-operatorio e la possibilità di svolgere una normale vita sessuale: il medico infatti ha reagito stizzito ai quesiti, definendo in maniera irritata l’omosessualità come una “patologia”, fino a strappare l’impegnativa per ulteriori accertamenti.

 La gravità del comportamento del chirurgo da un punto di vista deontologico – che di fatto non ha svolto la funzione per cui ricopre il suo posto presso l’azienda sanitaria – è ancora più esecrabile se si considera che proprio l’azienda sanitaria Cotugno storicamente collabora con Arcigay Napoli per  la lotta all’AIDS e alle malattie a trasmissione sessuale.

 Nell’attesa di ricevere risposte chiare e tempestive dalla direzione sanitaria del Cotugno – alla quale abbiamo inviato formale richiesta di chiarimenti – auguriamo al nostro amico una rapida e totale remissione con la consapevolezza però che, se al suo posto, si fosse trovato un ragazzo omosessuale più giovane o più fragile, le risposte violente e antiscientifiche del dottore del Cotugno avrebbero certamente inferto un trauma profondo nella psiche del paziente.

Per tanto chiediamo che in Regione Campania possano esserci momenti di formazione sulla salute delle persone LGBT, per contrastare ogni forma di discriminazione che spesso diventano ostative per tantissime ragazze e tantissimi ragazzi nell’accesso al sistema sanitario nazionale.”

Questo il comunicato dell’ArciGay, ma nel merito dell’incredibile e medioevale fatto accaduto nella struttura publica “Cotugno” abbiamo raggiunto Claudio Finelli, responsabile nazionale cultura di Arcigay e di Arcigay Napoli, che immediatamente ci rassicura che le condizioni del ragazzo sono buone, “Il ragazzo sta bene e chiaramente ha reagito con consapevolezza alle parole allucinanti del chirurgo che, in maniera decisamente disumana, ma anche antiscientifica, l’ha aggredito durante la visita medica. Però bisogna ricordare che in questa circostanza, si tratta di un ragazzo che ha difese forti perché vive in maniera consapevole e cosciente la propria omosessualità. Ma se al suo posto si fosse trovato un ragazzo indifeso e fragile? Cosa sarebbe accaduto?

È possibile essere bullizzati durante lo svolgimento di azioni che sono funzionali ad affermare il proprio legittimo diritto alla salute? Con il medico non abbiamo parlato al momento ma abbiamo contattato la direzione sanitaria del Cotugno per chiedere chiarimenti in maniera tempestiva sulla circostanza.

Questo episodio mi fa pensare che la strada che porta alla parità di genere, io credo sia ancora lunga e piena di ostacoli. Come sembra chiaro anche da quest’ultimo episodio, la mentalità di molti deve essere ancora realmente e concretamente scardinata e le leggi dovrebbero coadiuvare in questo processo.

Ecco perché sarebbe necessaria una legge contro l’omotransfobia. Le leggi, anche se lentamente, riescono a creare delle “aperture” nuove nell’immaginario collettivo…chissà se con una legge del genere, il Medico del Cotugno avrebbe avuto l’ardire di esprimersi in maniera tanto volgare e incivile”

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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