Bagnoli: decide la città

Successo del Presidio per Bagnoli in galleria, quasi mille partecipanti, presenza invadente delle forze dell'ordine

Partendo da Piazza Dante mano a mano che mi avvicinavo alla Galleria Umberto, sede della mobilitazione contro lo scippo di Bagnoli, ho notato un incredibile spiegamento delle forze dell’ordine, sono tornati alla mente le manifestazioni del G8, una presenza delle forze dell’ordine possente e forse totale. Ho pensato, mentre mi avvicinavo alla galleria che la mobilitazione fosse pienamente riuscita, e immaginavo ad occhio e croce, vista la partecipazione di Polizia e Carabinieri, e tra loro sparpagliati anche l rappresentanti della Guardia di Finanza, almeno 100mila persone, forse più.

Ho incontrato lo storico Giuseppe Aragno che invece mi avvertiva di non volare con la fantasia dei numeri “queste sono le prove generali della dittatura” ha detto, e con la sua solita flemma inglese ha aggiunto, “al presidio ci saranno mille persone,ma questo spiegamento di forze ha un solo significato: appena vi muovete vi facciamo male” subito dopo il professore ha accompagnato la compagna Bruna Di Dio a curarsi per le ferite riportate in scontri inverosimili svoltisi fuori la Prefettura.
polizia 1.jpg bisInvece al presidio ci saranno state settecento, forse ottocento persone, il resto erano rappresentate dal Sindaco e numerosi Assessori e Consiglieri Comunali, che, se è vero che la rappresentanza ha un valore, rappresentano cittadini e città.

Il Presidio era il contraltare ad una paciosa quanto inutile kermesse propagandistica, quella della Cabina di Regia, (si scrive proprio così) e al termine del quale il Segretario del PD, e Presidente del Consiglio ha immediatamente postato un tweet  dal sapore provocatorio “Oggi a Napoli è partita la bonifica di Bagnoli, dopo decenni. Già dall’estate 2016 restituiremo pezzi di spiaggia ai cittadini ” , il Presidente del Consiglio sembra non calcolare proprio né le quasi mille persone che contestano quel tavolo, né la città rappresentata dalle sue massime istituzioni. L’attenzione dei media a questo presidio è stata massiccia, telecamere, giornalisti e fotografi che però poi hanno deliberatamente ignorato, dimenticato  o censurato questa manifestazione di cittadini e associazioni che partono dalle strade quartieri e e casali.

Al Presidio il Sindaco de Magistris ha spiegato i motivi dell’abbandono del tavolo e della scelta di stare con i movimenti, le associazioni territoriali e i semplici cittadini che dicono no a questa incredibile quanto vergognosa espropriazione di un’intero quartiere della decima Municipalità. “L’amministrazione comunale ha sinora partecipato alla cabina, rimanendo intatte e fondate le ragioni del ricorso al Tar, per mero spirito di correttezza istituzionale e che non condivide, sia nel metodo, sia nel merito le modalità con cui si è svolta l’ ultima riunione su cui l’assessore Piscopo, con apposita nota della scorsa settimana, aveva manifestato il proprio dissenso”.

Il Sindaco ha inoltre spiegato che l’amministrazione finora aveva partecipato alle riunioni del tavolo più come sentinelle costituzionali, che per fiducia, e” vista l’inutilità della nostra partecipazione ci siamo stancati anche di fare le sentinelle

bagnoliSe alla “Cabina di Regia” c’erano i soliti rappresentanti della politica e le accomodanti associazioni ambientaliste, nella piazza c’era il popolo.Il Sindaco ha spiegato al microfono il motivo di ritirarsi dal tavolo:

Purtroppo al fondo non  c’è fondo, i manifestanti, mettendo in pratica la tipica ironia e allegoria tutta partenopea si sono recati con un grande “pacco” di cartapesta in Prefettura per consegnarlo ai partecipanti del tavolo, ma qui è accaduto l’incredibile, circa 500 persone, sovrastate alla grande per numero dalle forze dell’ordine, sono state a più riprese spintonate e malmenate per il solo fatto di contestare e voler consegnare un simbolico, quanto innocuo, pacco di cartapesta.

È segno evidente che col governo “non si scherza” ne sul piano reale, né su quello ironico. Appare strano che una manifestazione pacifica, che non ha avuto epiloghi, tragici se non per merito dei suoi stessi partecipanti che hanno mostrato equilibrio. compattezza e soprattutto capacità d’incassare, abbia avuto un finale così burrascoso.

poliziamalmena 3A questo punto resta solo da pensare che qualcuno abbia fatto il gufo sul presidio, e abbia sperato in scontri furiosi causati da black block, o da infiltrati violenti, forse qualcosa di duro ieri sarebbe servito sia a Renzi, sia a alcuni orgnani di stampa per potere così accampare scuse di non voler parlare con violenti e devastatori, i gufi di ieri speravano in una galleria con vetrine in frantumi, poliziotti feriti e cariche di contenimento, nulla di tutto ciò, ormai il corso delle cose è cambiato, e la politica è quella che si è fatta ieri dalle 15 e 30 in piazza, ma il Palazzo sembra non averlo capito.

Il dispiacere per i feriti e per come si è cercato di cambiare la realtà è tanto, a molti dei cosidetti poteri forti, compreso Presidente del Consiglio e Capo della Polizia, andrebbe ricordato che ieri nella piazza di Napoli è stato applicato l’articolo 19 della Costituzione che recita:  “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Questo ieri non è successo, qualcuno è stato molestato e anche male

 

Si ringrazia Bagnoli libera per le foto di corredo

https://www.facebook.com/Bagnoli-libera-693894944028988/?fref=ts

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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