Atene e tutta la Grecia in preda a scioperi e manifestazioni

Grande amarezza per l’epilogo greco, una inverosimile maggioranza sta per prendere la decisone di continuare a stare male. Il timore che il “movimento” possa entrare in letargo

Per la seconda volta in meno di quaranta anni la Grecia vive un momento di grande disillusione.

Questa volta però l’amarezza deve essere grande per chi in questi ultimi mesi, sia greco che europeo,  ha coltivato, non un sogno, ma un’idea che schiaffeggiasse un mondo che piace sempre a meno cittadini.

Tspiras è stato eletto e neanche tanto a sorpresa, da una maggioranza risicata, per potere governare ha fatto ricorso a al voto favorevole di un partito nazionalista, con probabili radici omofobe e razziste.

Chi ha studiato un po’ di storia sa bene che in certi casi bisogna essere poco coerenti con se stessi, stringere accordi anche con l’avversario pur  di fare gli interessi del popolo, è accaduto nei primi anni della rivoluzione sovietica, e oggi ad Atene questa maggioranza, stravagante, che avrebbe dovuto prima di tutto cacciare un tiranno, traballa pericolosamente.

Newly appointed Greek Finance Minister Yanis Varoufakis attends a hand over ceremony in Athens, January 28, 2015. Greece's finance minister on Wednesday said he plans to meet European counterparts to find a deal between the country and its creditors to replace the current bailout programme, stressing that one could be found without a "duel" with Europe. REUTERS/Marko Djurica (GREECE - Tags: POLITICS BUSINESS) - RTR4NAUVPersone pubbliche e cittadini in queste ore stanno abbandonando la nave greca pilotata da Tspiras che miserevolmente sta affondando, se ne sono andati prima di tutti proprio il Ministro dell’Economia Yanis Varoufakis, considerato tra i giovani di Atene “il migliore”.

Il Ministro rosso ha sbattuto la porta e ha gridato al tradimento della promessa elettorale, anzi ha fatto di più, ha dichiarato in televisione che quello di Tspiras è un colpo di stato peggiore di quello perpetrato dai colonnelli negli anni 70.

Oggi  Zoe Constantopoulou, una figura fondamentale  nella formazione della lista SYRIZA, ovvero “la sinistra radicale”  ha lasciato il gruppo e ha invitato i deputati eletti nel cartello di sinistra a votare contro le riforme.

Ma non è finita, sono già tanti altri che hanno provato disgusto dal comportamento remissivo di Tspiras, se ne sono andati anche il Segretario Generale del Ministero dell’Economia, delle Infrastrutture, Marina e Turismo Manos Manousakis, il responsabile dell’Energia, Pangiotis Lafazanis, e quasi 200 membri elketti nella direzione di SYRIZA.

La resa di Tspiras ha provocato grande apprensione non solo in Grecia, ma in tutta Europa, nei movimenti antagonisti alle persone dotate di normali sentimenti che avrebbero voluto vedere la Troika sconfitta, lo scontro Davide contro Golia, la resa dei conti definitiva contro i residui di fascismo e nazismo che ancora resistono in Europa che conta, SYRIZA è stato, ripetiamo, non un sogno ma un’idea che ha abbracciato tutta l’Europa.

Molti hanno creduto che votando SYRIZA ne avremmo beneficiato un po’ tutti, le banche avrebbero capito che era finita la cuccagna di chiedere soldi ai soliti noti, hanno votato per dare una lezione al demonio, per dire no all’’Eurobanca, dire no alle politiche restrittive, all’austerity, hanno votato per avere un Paese ospitale, per far pagare le tasse agli armatori che finora non hanno mai sborsato un centesimo in quanto società costituite all’estero, hanno votato  SYRIZA perché volevano un sistema economico solidale, per contrastare le politiche di tagli e sacrifici, per il ritorno allo Stato di aziende fondamentali, per abbassare la pressione fiscale, per liberalizzare la cannabis, per dimezzare le spese militari e altre cose, questo era il programma della Sinistra Radicale.

Di questi tempi, che le ideologie per alcun non contano, non è cosa da poco fondare un’idea piuttosto che confezionare un prodotto da supermercato, se non altro è ammirevole.

Il Referendum di domenica poi ha ratificato le cose, a Tspiras il popolo gli ha dato un mandato pieno per battere L’Eurobanca.

ateneMa nel giro di poche ore tutto è cambiato, il timoniere della Sinistra Radicale sta adottando lo stesso programma che contrastava il suo, vero che stasera, mentre Atene è in preda alle fiamme delle moltov e i fumogeni della polizia il governo verrà probabilmente sostenuto dai partiti che hanno combattuto alle elezioni prima  al referendum poi, il suo programma elettorale, sono cose al di fuori dell’ordinario.

Eppure il “mondo delle cittadinanze “ ci aveva creduto, pensate un giovane Inglese appassionato dell’ellenismo, ha lanciato una raccolta fondi per pagare il debito greco, 20 euro per ogni cittadino europeo e il debito si sarebbe estinto, ebbene in poche ore sono stati raccolti 200 mila Euro, in tutti i Paesi della Comunità stavano per nascere operazioni e organismi simili, aiutare la Grecia di tasca nostra e dare uno schiaffo ai politici.e parrucconi che si sentono padroni di tutto.

In tutta Europa quotidianamente si sono spese manifestazioni di sostegno a favore del governo greco, erano cose così appassionanti che non accadevano da anni, in Italia si sono esposti maggiormente Vendola e Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha dato quotidianamente una piazza per manifestare a fianco del coraggioso Tspiras, immaginamo che domani entrambi avranno molto da riflettere.

Ma la fuga sta avvenendo anche nei partiti cosiddetti tradizionali europei, la testimonianza della lettera di dimissioni dell’Architetto Gianni Panzetta, italiano residente a Berlino iscritto alla SPD, e pubblicata come commento a fondo pagina ne è una testimonianza, Tspiras ha creato una delusione enorme in tutti i movimenti europei di matrice sinistra che potrebbe causare un effetto domino devastante.

Foto LaPresse26/09/2012 AteneEsteroScontri tra polizia e manifestanti

Il comportamento di Tspiras danneggia non poco tutto un movimento che ogni tanto sembra cercare di dare fiducia a qualcuno che entra nel palazzo e che quando è tradito entra in letargo per anni, a volte anche venti.

1981 Papandreu, leader del Pasok socialista vince le elezioni con la promessa di smantellare le basi NATO e uscire dalla CEE, solo venti giorni dopo la vittoria elettorale si rimangia tutto e le basi aumentano, la CEE diventa sempre più padrona, e tutto questo per un accordo peparato dal Governo USA che avrebbe provveduto alla risoluzione dei contrasti di confini con il Governo Turco.

Quell’idea svanì e la Grecia cominciò ad affondare in un mare di corruzione e debiti.

Oggi Tspiras promette di non tagliare stipendi e pensioni, ma aumenterà le tasse agli isolani che finora godevano di un trattamento “di favore” si pagherà l’IVA sui medicinali, e la stessa aumenterà in tutte le catogorie, cibi compresi,, non è ancora dato di sapere quanto.

È un problema non solo di Atene, ma della Spagna, del Portogallo, e del nostro Paese stesso, sarà più difficile credere da domani che il mondo possa cambiare con le idee e allora si riprenderà a sognare, il lungo letargo può ricominciare

Un commento

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  • giovanniluigipanzetta
    15 luglio 2015 at 23:22 - Reply

    Quando anche la sinistra tedesca mantiene la line dura. Metto qui la mia lettera di dimissioni alla Spd dopo i fatti della Grecia.
    Caro Segretario,
    la vera tragedia nel cuore dell’Europa non la Grecia, ma è la Germania. La Germania vive un’idea di Europa che la porterà ad un sempre più evidente isolamento culturale e ideologico e, purtroppo, per la sua forza economico lo sta imponendo anche ai suoi deboli partner. La tragedia è che Schaeuble, la Merkel e la stessa Spd, con le recenti dichiarazioni rese da P. Gabiel e Schultz, a totale sostegno di una line dura sulla Grecia, non potevano, probabilmente, per realismo politico, comportarsi diversamente. Per anni, l’establishment tedesco – dai politici, un po’ meno dai Media – ha fornito all’opinione pubblica una immagine della realtà europea fasulla, in cui, ad esempio, i tedeschi appaiono quelli che finanziano i debiti greci, anche se, pro capite, il contribuente tedesco è esattamente quanto quello italiano e neppure ha chiarito che del prestito ricevuto (la Grecia paga il 15% degli interessi),circa l’ottantacinque per cento viene restituito per pagare il debito a quelle banche che hanno acquisito Titoli greci (principalmente Tedesche, ma anche Francesi e Italiane). Alla Grecia rimane solo il 15% del prestito, totalmente insufficiente a garantire una ripresa della sua economia. Con questo non voglio escludere che la Grecia non abbia responsabilità, ma non giustifico quel 70% di opinione pubblica che ritiene di mantenere economicamente il popolo greco. Se si pensa in questo modo, e a Berlino i politici non lo hanno messo in discussione, Spd compresa, il realismo politico di quel 70% e della Europa delle Banche ha avuto vinto sul concetto dell’Europa dei Popoli. Ora, è anche possibile che i teorici di questa austerità abbiano ragione, ma l’aspetto diabolico della vicenda è che l’opinione pubblica tedesca (il famoso 70%), sebbene la questione viene affrontata sotto tono dai Media, non è al corrente di tutta la verità. Le aspre critiche di premi Nobel come Krugman e Stiglitz, lo smantellamento dei dogmi dell’austerità da parte del Fmi, gli appelli dello stesso Fmi ad un taglio del debito greco (è di ieri la notizia che il FMI non parteciperà all’erogazione degli 82 miliardi da erogare alla Grecia se non si attuerà ad una preventiva riduzione del debito) non sono riusciti a fermare la linea dura delle Banche sostenuta da Schaeuble e da Merkel. Sembrerebbe chiaro che per accontentare un elettorato al 70% per il Grexit si abbia voluto punire la Grecia. Io credo che anche la Spd abbia avuto paura di questo maggioritario sentimento anti greco che vi è oggi nel popolo tedesco. Per quanto possa apparire incredibile, un dibattito critico, se pur è esistito nella Spd, non è stato reso pubblico. A guidare l’Europa oggi c’è la Germania egocentrica di Schaeuble e di Merkel, con la vostra complicità. Se pur devo tanto a questo paese, ne resto molto deluso. E’ con queste premesse, caro Segretario, che ho deciso di uscire dalla Spd, e dal prossimo mese sospenderò la mia quota di adesione. La Germania della Merkel, con il contributo del vostro silenzio e spesso con il vostro consenso, dopo il dictat imposto alla Grecia, si farà responsabile della crescita di quei movimenti nazionalisti europei (Lega in Italia; Front National, in Francia; United Kingdom Indipendence Party, in Gran Bretagna e Alba Dorata in Grecia) che propagandano sentimenti antitedeschi. Nell’immediato, questi populisti potrebbero dare seri problemi alla democrazia dei paesi mediterranei che più faticano a stare nei standards delle regole europee, ma anche all’ulteriore futuro della integrazione europea se a guidarla resteranno i principi aziendali di Schaeuble e di Merkel.