Articolo Uno nel cortile di Santa Chiara. La fuga di De Luca

Iniziata la festa del nuovo soggetto politico. Contestazione contro il Governatore. Scotto: è la nostra festa!

Nel sagrato antistante alla monumentale chiesa di Santa Chiara è cominciata la festa di Articolo Uno, nome che si rifà ovviamente al primo articolo e fondamentale della nostra Repubblica e che giova ricordare “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. // La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

La festa ove c’erano alcuni stand, ma nulla di culinario e senza beveraggi, verso le 19 ha vissuto uno dei suoi momenti più accesi.

Infatti, Epifani parlava di Lavoro e in quel momento circa un centinaio di antagonisti, (in totale abbiamo registrato circa 200 partecipanti), hanno cominciato a gridare “noi vogliamo lavorare

C’è purtroppo un piccolo quanto increscioso incidente, mentre Eduardo Sorge si avviava verso il palco alcuni funzionari della Digos hanno cercato di fermarlo, ma la contestazione era diventata ormai forte, troppo da poterla reprimere.

Il problema più grosso è che in una città come Napoli, capitale della disoccupazione, per i frequentatori degli spazi liberati, sentire parlare come in un salotto, di lavoro, è apparsa come una bestemmia.

E così sul palco sono saliti prima Eddy Sorge, quindi Michela Antonucci, esponente di Magnammece o Pesone. Entrambi hanno acceso le corde di chi si sente davvero di sinistra e dà valore ai suoi temi storici, il lavoro, l’abitabilità, e appunto la carta costituzionale. Ma il tema centrale era la presenza del Governatore della Regione Campania De Luca.

É evidente che per gli antagonisti, la presenza di De Luca, ad un dibattito sul lavoro e poi a seguire sui temi ambientali era qualcosa di insopportabile, e hanno aggiunto che sarebbero rimasti fino al termine per impedire al Governatore una kermesse dal chiaro sapore elettorale, pieno di belle parole e tante speranze.

Eduardo Sorge, del Movimento dei disoccupati 7 Novembre, ha ribadito, rivolto anche ad Epifani, che per loro chiunque sia colluso con devastanti politiche sociali come l’abolizione dell’articolo 18 e il Job Act, non ha più credito, invitando costoro a farsi da parte.

Subito dopo Michela Antonucci, di Magnammece o Pesone, ha confermato la nullità di una qualsiasi politica abitativa e agli sfratti che continuano regolarmente in città e regione.

La festa a questo punto si è interrotta, e l’interesse si è spostato fuori il cancello sprangato della Domus Ars, ove si fantasticava di tutto, in primis di un incontro tra gli antagonisti e De Luca, poi si è anche paventata l’ombra del trasferimento della festa all’interno della struttura in Via Santa CHiara, ove sarebbe stato più facile controllare gli ingressi e l’ordine pubblico.

Non era vero nulla, si sa solo che De Luca seguiva la vicenda via telefono mentre cercava di raggiungere Piazza del Gesù, e dove di concerto con gli organizzatori e il questore ha deciso di soprassedere e di non presentarsi al dibattito. Per gli antagonisti questo è stato visto come una fuga dalla realtà, una piccola e soddisfacente vittoria quindi.

Michela Antonucci ci ha detto “la contestazione a De Luca è nata per una questione di illegittimità nel farlo venire in questa piazza a parlare di lavoro rispetto poi a tutto quello che è il piano regionale oggi completamente disastroso, non c’era nessuna intenzione di avere un tavolo,  visto che lui ha già sulla sua agenda una serie di responsabilità che riguardano i nostri percorsi. Qui il tema reale era impedire sì una sua partecipazione, ma al tempo stesso, nel caso in cui fosse venuto, dirgli nero su bianco e pubblicamente come stanno le cose”.

Per Eduardo Sorge invece “la questione più che narrare la serata è che ci troviamo in una condizione politica e sociale che attanaglia da tempo regione e città. Le realtà presenti oggi erano, tra le altre, il movimento dei disoccupati 7 novembre che da anni si batte richiedendo un tavolo che individui alcune risorse dei finanziamenti europei 2014 -2020 e che possono essere utilizzati per lavori di pubblica utilità, e che vengano usate delle clausole sociali per lavori che possono a noi garantire inserimenti lavorativi per capitolato d’appalto per la rigenerazione urbana da Scampia a Bagnoli. Forte e significativa anche la presenza dei movimenti di lotta per la casa, cui da anni la Regione non da nessuna risposta sull’emergenza abitativa”.

A questi temi, così forti, così nettamente colorati di rosso e impegnativi si contrapponeva la preoccupazione degli organizzatori di Articolo Uno per una festa che vedevano con preoccupazione in pericolo di successo, Arturo Scotto dal palco senza molti preamboli ha chiesto agli antagonisti di andarsene se non erano concordi nell’ospitalità che avevano ricevuto, per Coppeto “non entro nel merito delle contestazioni, ma sia chiaro che è la nostra festa è che nessuno può venirci a dire  cosa fare e come”, infine Epifani, “Vi dovete abituare che nei partiti di massa funziona così, da sempre nelle nostre feste si dibatte e partecipano a questi confronti anche soggetti che non la pensano come noi”.

Ma su questo un anziano compagno del PCI seduto nella platea rimenbra con amarezza “non ricordo mai di avere visto ad una festa dell’Unità di Berlinguer un esponente democristiano o missino, ho voglia di sforzarmi ma non lo ricordo”.

Quindi gli antagonisti, in gran maggioranza, sono andati via, e il colpo d’occhio è stato impressionante: nel cortile sono rimasti solo loro, come direbbe Vasco Rossi, poco più di 70 persone

 

Si ringrazia Rossella Chiapparelli per la foto di copertina

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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