ARTE POPOLARE : “IL PAESINO DELLE CASSETTE POSTALI”

A una centinaia di chilometri di Parigi, nella valle della Loira, un paesino sperduto abitato da irriducibili Galli ha deciso di esistere sul mappamondo.

 SAINT-MARTIN D’ABBAT ?

In un paesino della Francia il cui nome non voglio ricordare —perché tanto nessuno fa più il suo nome e viene chiamato da tutti “Il paesino delle cassette postali”—,  oltre alla Grande Rue (Via Maggiore) ovvero provinciale D952, immersa in campagna aperta, che lo attraversa dritta, ci sono pochissime vie e qualche casina isolata, nascosta in mezzo ai boschi.

Chiunque si fermasse alla ricerca di tesori del patrimonio artistico del dipartimento del Loiret nella regione Centro – Valle della Loira, troverebbe soltanto un’unica piazza con la solita chiesa, ricostruita nel ottocento, un castello, ricostruito nel novecento e,sarà pure sbagliato, ma per la sua piccionaia del seicento, assai ben conservata, non si ferma nessuno. Quindi non si fermava mai nessuno andando verso Orléans. Fin quando il paesino non è diventato attrattivo per il turista, oggi si visita pure casa per casa. Altro che valorizzare il proprio patrimonio, questi lo hanno addirittura creato di sana pianta !

STORIA DEL PROGETTO BAL

BAL è la sigla per Boîte aux lettres, cioè Cassetta per le Lettere.  “Ciò che è bellissimo con la cassetta postale è che ognuno ne ha una : è proprio un progetto al quale chiunque può aderire.”  dichiara Michel Feuillant che arriva nel paesino e partendo dell’osservazione che esiste qualche cassetta postale personalizzata, propone nel 1996 al Consiglio comunale, un progetto globale “anche per creare socievolezza”. Va adottato dal Comune e si crea un’associazione “SMA demain” (Saint-Martin d’Abbat domani) che lancia un concorso annuale per realizzare e sviluppare il progetto BAL  : “Imaginate una cassetta ispirata a quello che vi piace, dunque quello che siete.” Gli sponsor affluiscono, innanzitutto le poste francesi, cioè La Poste, ci sono reportage delle TV, insomma è un successone.

Anche se, in onore al vero, a nessuno dei di 1725 abitanti è venuto in mente di aprire un bar, una gelateria, una birreria per ricavarne qualcosa personalmente. E davanti a una delle cassette postali, mi sono pure imbattuta in una bancarella di libri con la cartella “Servitevi, è gratis”. L’associazione vende qualche libro, cartoline e oggettistica riguardante le cassette postali, organizza le attività artigianali e pubblicizza la sua ambizione di diffondere l’immagine del Paesino delle cassette postali nel mondo ma sul postosi respirano semplicità r amore, passione e orgoglio attorno a un bel progetto.

VITA DEL PROGETTO BAL

Oggi le cassette postali personalizzate sono 198 sulla piantina, un po’ meno nella realtà perché non le trovate tutte nel mio giro. Quelle fuori uso o che non esistono più (per via di un trasloco, una nuova creazione e via dicendo)  sono conservate nella BAL maison (Casa delle cassette postali) fisicamente o tramite una fotografia. “Una cassetta postale è a immagine e somiglianza del suo proprietario : nasce, cresce, invecchia poi sparisce…” dice Michel Feuillant, il presidente dell’associazione.  Da una decina di anni, ogni domenica pomeriggio a luglio e agosto, si svolge il FestiBAL con delle varie attività : arte della corrispondenza (mail art), creazione della propria cassetta postale personalizzata (Letterbox Art), giochi per tutti, mostra all’aria aperta di sculture, workshop di artigianato di oggetti di arredamento, visite guidate (5 euro, gratis fino ai 12 anni) con un consigliere comunale.

Mi sono comunque chiesta perché ci sono invece cassette postali, e sicuramente in numero maggiore, che non sono state personalizzate. Le risposte potrebbero essere tante ma banalmente può darsi che sia una mancanza di fantasia artistica o di volontà di operare insieme aldilà degli inevitabili discrepanze.

LA LETTERBOX ART, UN ARTE POPOLARE

L’etnologo Christian Chenault commenta per un giornale del municipio : “Queste cassette postali sono vere e proprie opere d’arte popolari, costituiscono i segni distintivi dei vicini che così esprimono una passione, svelano un tratto di carattere… Infine, messe insieme, formano un’identità collettiva del paesino.”  “Ciascuno ha creato la sua cassetta per le lettere secondo la sua storia personale, la propria personalità. Non è un ornamento”, spiega Feuillant per un giornale della municipalità.

Capisco il desiderio di dotarsi di un patrimonio culturale da parte di un paesino nel cuore della regione naturale della Valle della Loira, iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco  ma sia l’associazione sia il Comune ribadiscono, fin troppo secondo me, lo scopo identitario che intendono conferire all’iniziativa.

Lo dirò senza giri di parole, la parola “identità” puzza, non soltanto in Francia ma anche in Francia dove le statistiche esano che la base elettorale della Le Pen è la provincia. E, per dirla tutta, Feuillant sarà al di sopra di ogni sospetto e mi ha fatto un’ottima impressione, una persona alla buona, ma ho fatto un po’ fatica a trovare una citazione sua che mi garbasse  senza se e senza ma. Eccola finalmente :  “Lo scopo dell’associazione è la valorizzazione degli abitanti di Saint-Martin d’Abbat. Personalizzare la propria cassetta postale acconsente a ciascuno di esprimere la sua creatività attorno a un progetto in comune.” Appunto, ho ritenuta meravigliosa questa iniziativa in quanto espressione artistica e popolare. Straboccante di creatività.

La Letterbox Art è infatti per me un’originale modalità di Street Art. Arte per l’arte. Gioia ludica. Creazione libera. Fantasia senza pretesa.

FATE CON ME “IL GIRO DEL POSTINO”

Per chi gradisce le visite guidate, è possibile, anche fuori orario estivo, fissare un appuntamento per “Il giro del postino” come si legge all’ingresso del FestiBAL. Per chi invece preferisce andare in giro per conto suo, a piedi per le vie e viuzze o con la macchina per raggiungere le casine più lontane, l’associazione fornisce una piantina per organizzare il proprio circuito. Quando ci sono andata, l’ultima domenica del mese di agosto, Feuillant ci ha pure regalato bottigliette d’acqua e dato consigli per non mancare le cassette postali più notevoli e famose.

E’ molto divertente questa caccia al tesoro e molto bello questo non – museo all’aria aperta in cui il visitatore deve andare a trovare le opere a casa del loro proprietario, ma  a piedi prima attraverso il quartiere borghese di villette “Les Brosses” che ne annovera tante, poi lungo la Via Maggiore e infine con la macchina alla ricerca dei punti più lontani segnati sulla piantina da agricoltori attorno al paesino.

C’è anche la cassetta postale del campo rom, un bel gallo dorato, mi salutano con allegria quando si accorgono che sto scattando una fotografia —“Siete venuti per la cassetta postale !” —“Sì, buona serata !  Ciò che colpisce di più è l’estrema fantasia di queste cassette per le lettere, sia quelle dei cittadini sia quelle dei contadini e anche la loro varietà, è palese che nessuno si ispira a nessuno. Si può scorgere qualche punto comune tra alcune di loro ma non sono affatto raggruppate per tematiche. E tante sono assolutamente uniche in tutto, idea, materiale.

1 La tematica degli animali rispecchia al mondo contadino e provinciale, sono animali di casa, di fattoria, di campo :  il gatto, l’anatra, l’oca, il gallo, il coniglio,l’asino, il cavallo, la mucca, il cigno, il topo, il cervo, il gufo,  lo scoiattolo, la trota, la rana, le api, la farfalla. Ho trovato soltanto un animale estraneo alla regione, il canguro.

2 Mestieri del paesino : il benzinaio, il postino, il giardiniere, le infermieri, la cuoca, i vigili del fuoco (in Francia si chiama il 18), la macchina agricola, la carriola, la macchina per cucire, il motocoltivatore della ditta di motocoltura, la spalatrice, il forno per il pane, la torta del pasticciere con una cartella che dice “Golosi, affrettatevi, non ce ne sarà per tutti”, il barile del vinaio con l’indirizzo Rue de la Soif (Via della sete) e un bicchiere di vino.

3 La pesca vietata (Pêche interdite), le barche, il pescatore (L’pêcheux). Siamo in riva al Loing, la Loira e tanti canali tra cui il canale di Briare dall’epoca di Luigi XIV, il più antico della Francia che collega la Senna e la Loira.

4 La tematica dello sport : l’arciere, la pallamano.

5 Ci sono con giochi di parole : Abeilles – Infirmières libérales – Piqûres à toute heure (Api – Infermieri liberali – Iniezioni a qualsiasi ora) / Famille Cucumel : Questa famiglia prende in giro il proprio cognome dal francese “cul” —non si pronuncia la l— (il culo) ed “être cucul” (essere sciocco) / In quella del cigno ci sono anche lampadine perché si veda di notte con la scritta “On vous met au courant” (“Vi mettiamo al corrente”, doppio senso in francese con “la corrente elettrica”)  “L’hygiène de l’intestin c’est l’étau-à-lettres” (la morsetta per le lettere) che si sente quasi come “les toilettes”.

6 Alcune sono messinscene : La diligenza, Il postino.

7 L’unica tematica non proprio locale è quella dei cartoni animati : Calimero, Bugs Bunny, Tintin, Puffy Titty.

8 Tra le cassette singole c’è un rifugio per uccelli. Un’altra era l’unica che rappresentava uno strumento musicale, una fisarmonica.

Se dovesse scegliere una cassetta postale, non sarei neutrale, sono una patita delle farfalle e ce n’è una bellissima posata su un cuore. Quale è la vostra preferita ?

Monica Jornet

Nata a Parigi da famiglia spagnola, Laureata in Letteratura e Lingua spagnola alla Sorbona. Vivo a Napoli, nel rione Sanità, una felicità che ricambio con tanti impegni, politici (Gruppo Errico Malatesta della Federazione Anarchica Italiana - Napoli), sociali (Scugnizzo Liberato, Comitati di quartiere, Casa delle Donne ecc.), culturali (Persona libro, ecc.). Collaboro a Umanità Nova, il settimanale anarchico, e pubblico traduzioni per diffondere l'Idea. L'arte è per me il valore supremo. Sono socia del Collège de Pataphysique.
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