Armageddon o grande bluff?

Le uscite di Trump sono il detonatore di un conflitto mondiale o la cortina fumogena per coprire il fallimento della punta più avanzata del neo-populismo?
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Vladimir Lenin sosteneva che “La potenza del capitale è tutto, la borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni sono un gioco di marionette, di pupazzi”.
Pur ripensando a questo concetto datato 1919, anche i più accaniti antagonisti di Donald Trump, quelli che non avrebbero scommesso nemmeno un centesimo sulla cifra realmente anti-establishment delle sue politiche, oggi non possono che essere stupefatti dalla rapidità con cui si sta “normalizzando” il tycoon.  I conflitti istituzionali provocati dal “muslimban” e lo schiaffone rimediato con la riforma dell’Obamacare, si è rivelato essere il solito velleitarismo dell’imprenditore di turno, il “ghe pensi Mi” di Berlusconiana memoria, l’illusione di poter imprimere una svolta manageriale allo Stato, salvo poi sbattere il muso contro la Costituzione.
Michael-Flynn5L’essersi piegato al ricatto del potere neoConservatore americano ed accettare il siluramento del Generale Flynn, (ideatore della politica sulla sicurezza nazionale di Trump), reo di aver pensato l’impensabile, avvicinare Russia-USA e riformare l’arcipelago di agenzie per la sicurezza americana.
Eventi che hanno messo in luce tutti i limiti delle capacità politiche di Trump, destinato ormai a diventare sempre più lo zerbino dei soliti padroni del vapore.
In altre parole il Re è nudo e appare come un fantoccio costretto ad inchinarsi davanti al reale potere, i NeoCon, la CIA ed il Pentagono, i veri padroni della Casa Bianca.
Anche lo sborone Trump insomma è stato subito “normalizzato” da quello “Stato profondo” americano, ennesima dimostrazione del carattere fondamentalmente di sola facciata della cosiddetta “democrazia rappresentativa”, simulacro di una sovranità popolare che affascina oramai solo i cittadini più fragili.
Poi i due recenti raid bellici e le minacce alla Corea del Nord, eventi eclatanti quanto imprevisti che hanno spiazzato tanti, anche i suoi stessi sostenitori, rendendo difficile l’interpretazione dei fatti che si stanno succedendo, dove appare plausibile ogni scenario futuro.
Salvini-americano-for-Trump-copI sovranisti/populisti italici ad esempio, da Salvini alla Meloni, compresi i grillini sia pur con i loro ambigui distinguo, da sostenitori ora sono passati a prendere le distanze da Trump, affrettandosi tutti a scendere dal carro del vincitore diventato ormai scomodo. La vecchia e consolidata tradizione di quell’Italia qualunquista ed opportunista. Questo a conferma di quanto sosteneva sui giornali la scorsa settimana Carlo Galli, professore di Dottrine Politiche all’Università di Bologna, che definiva la nuova politica come priva di cultura ed immaginazione, basata soprattutto su tatticismi e piccoli calcoli, popolata da nuove e vecchie volpi che la sanno sempre lunga, convinti di avere il polso della società.

Gli osservatori e gli attivisti di base, quel variegato mondo che attinge le notizie dall’altra informazione, fatta di fonti non omologate, non ha dubbi sulla funzione da attribuire alle mosse di Trump, considerate solo “armi di distrazione di massa”. Tentativi per risollevare la sua popolarità nell’opinione pubblica, minata dal cosiddetto “Russia-gate”. I politici ed i media americani non hanno preso bene l’attacco in Siria e stanno chiedendo dettagli e chiarimenti, ma in generale è l’intero nuovo corso dell’amministrazione americana a non convincere, percepito come “una fiction” incentrata su quotidiani colpi di scena.

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Intanto continuano le proteste di popolo come la #TaxMarch di oggi, americani in piazza per chiedere trasparenza sui conflitti d’interessi di Trump e la diffusione della sua dichiarazione dei redditi, oltre ai mugugni della sua base elettorale per i ripetuti tradimenti delle promesse elettorali.
Gli intellettuali come Noam Chomsky sono preoccupati invece per i tagli ai programmi sociali di base che continuano ad andare avanti, unico e vero obiettivo nel mirino della nuova Amministrazione. Ultima sforbiciata è stata la risoluzione appena firmata che consente ai singoli Stati di negare i fondi per il programma di paternità pianificata, ed alle altre cliniche che offrono servizi sanitari per le donne a basso costo, pillola e aborto inclusi.

Se sarà l’Armageddon o lo spauracchio per l’establishment questo lo vedremo. Certamente Trump rappresenta la punta più avanzata di questo neo-populismo moderno divampato in tutto il mondo negli ultimi anni, e la sua sorte influenzerà anche quella degli altri movimenti, quindi valutarne gli esiti sarà interessante anche sotto questo profilo.
Al momento i fatti sembrano dar ragione alle parole di Francesco, quando ha ricordato quando in passato i populismi partiti per avvicinare il popolo alle istituzioni, sono poi degenerati in nazionalismi politici ed economici portando alle guerre mondiali.

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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