Aprite gli occhi sul referendum

Votare è un dovere civico andare alle urne per rispetto dei nostri martiri che per la democrazia hanno dato tutto
Domenica si vota e sono pochi quelli che hanno capito il vero nocciolo della questione…perché non si pone il quesito nei termini giusti e comprensibili per tutti?
L’elettore viene tenuto volutamente nell’ignoranza, come sempre, quando ci sono importanti interessi economici dietro, le mani occulte operano nell’ombra e con
ogni mezzo tentano, spesso riescono, a raggiungere il risultato. Il “capetto” dice che il referendum mette a rischio 12.000 posti di lavoro, perché questo colpisce l’opinione pubblica, in un momento di crisi sarebbe una tragedia perdere posti di lavoro.
 generateThumbIl vecchio burattinaio “emerito” dice che il quesito è “pretestuoso” e quindi non si deve andare a votare, anche se nel profondo passato disse che era un dovere del cittadino recarsi al seggio elettorale.
La televisione di stato, a cui paghiamo il canone per avere informazione, manovrata dal “capetto” ha dedicato una manciata di minuti al referendum, le reti del biscione sono allineate e riescono a parlare ancora meno minuti della votazione di domenica 17 Aprile 2016  La 7 risulta l’unica che ritaglia uno spazio maggiore ad un referendum che, indipendentemente dallo schieramento politico, rappresenta una vittoria per la democrazia oltre ad una voce di spesa significativa per tutta la macchina organizzativa che viene pagata con i nostri soldi e che quindi va rispettata e valorizzata. quanti sono nel mondo gli stati dove gli elettori pur di votare rischiano la vita, e quanti hanno lottato e ancora combattono per potere esprimere democraticamente la loro scelta.
Non è importante la motivazione del referendum, è un dovere civico andare alle urne per rispetto dei nostri martiri che per la democrazia hanno dato tutto…non andare significa infangare la loro memoria, disprezzare il loro sacrificio…
In ogni caso, tornando al referendum, sarebbe importante far capire agli italiani che se non vincono i SI i signori petrolieri potranno lasciare per sempre le piattaforme in mare, anche quando i giacimenti saranno esauriti, non saranno mai obbligati a smontarle ed a ripristinare lo stato dei luoghi eliminando tutti i fattori di inquinamento.
Se invece la concessione avesse una data di scadenza, dovrebbero smontare tutti gli apparati estrattivi, con relativi costi, e ripulire i fondali…e quanto costerebbe alle
multinazionali del petrolio?
SVEGLIATEVI!!!

Un commento

Lascia risposta

*

*

  • antonio natale
    antonio natale
    17 aprile 2016 at 18:54 - Reply

    Giustissimo. In questo strano paese anche uno strumento di democrazia diretta come il referendum viene svilito. E pensare che ci sono paesi nel mondo dove si muore ancora per ottenere democrazia e libertà. Da noi non tantissimi anni fa tanti hanno lottato e sono morti, eppure sembra che anche questo stia andando del dimenticatoio in una visione omologatrice che vuole porre su un assurdo piano le vittime della guerra e del conflitto civile che si vide in Italia, dopo l 8 settembre. Gli italiani che sono morti sue due lati dello schieramento non erano tutti uguali. Guai a dimenticarlo.