Appena nato sta già morendo

Uccisi, usati, abusati, si conclude l'anno nero dell’infanzia, non hanno capacità organizzative. Il silenzio della violenza nelle mura domestiche

L’anno che si chiude, è stato per l universo dell’infanzia a dir poco disastroso, anche quest’anno sotto un silenzio assordante, i bambini, i ninos, ‘e creature, the cildren, hanno vissuto l’anno più nero, ogni anno i bambini vedono peggiorare la loro situazione.

Alcuni anni fa uno spot televisivo organizzato dalle più grandi rockstar del mondo recitava che ad ogni scocchiare delle dita un bamino moriva di fame o sete, ma non è solo questo…

I bambini sono vittime ovunque,  e la morte, o “liberazione” è solo l’ultima spiaggia.

I bambini del nostro millennio passano momenti peggiori dell’attimo che la morte li prende o li libera.

I bambini sono picchiati, annientati, usati come bombe umane nei territori in crisi o peggio in guerra, usati come pezzi di ricambio nelle lussuose e costosissime cliniche europee, per quelli più ricchi, se occorre un fegato o cuore per un bambino nato fortunato, c’è ne un altro pronto a finire in sala operatoria per dargli i pezzi che necessitano e poi morire a volte senza neanche decente sepoltura..

I bambini lavorano intere giornate al buio di cosiddette fabbriche dove producono tappeti che servono ad arredare bellissime case e castelli in Europa e nelle Americhe. Cuciono lo strumento principe di sport ove il protagonosta è il pallone, assemblano scarpe e vestiti cuciti rigorosamente a mano, questi bambini lavorano per lo più in luoghi maleodoranti e bui, non conoscono il sole e i suoi raggi a volte benefici, non lo hanno mai visto, conoscono solo l’umido delle loro case o meglio baracche e del posto di lavoro. Muoino dopo stenti delle malattie più losche.

tela di Ludovica Taurisano

I bambini o meglio le bambine si trovano a nove o massimo dieci anni, mogli di persone che l’unica cosa di buono che avrebbero costruito nella loro vita è stato  creare la propria ricchezza per comprare l’infanzia e la schiava per il loro futuro, vengono violentate sessualmente e mentalmente e non sanno cosa è il verbo giocare.

I bambini sono i più attivi corrieri di droga, e in alcuni Paesi, anche civilizzati, sono trattati come cavie per verificare se il frutto è buono o assassino.

I bambini che si spaccano la schiena sono una enormità, lavorano tutto il giorno e vedono i loro simili felici e saltellanti e non riescono neanche a chiedersi quale sia il confine tra il nascere liberi o meno.

Questo è quello che accade lontano dal nostro mondo conosciuto come civilizzato.

Ma nel nostro mondo i bambini sono maltrattati, alcuni non sono mai andati a scuola, ricevono insulti, sono picchiati e violentati nelle mura domestiche e fuori, magari, dal loro padrone di lavoro,

In Italia da anni ci si batte contro la violenza per le donne tra le mura domestiche, ma qualcuno si è mai chiesto quanti bambini ricevono botte da orbi dal padre padrone? Si è mai sentito qualche tribuno alzarsi e chiedere che tutto questo andazzo abbia fine? Nel nome dell’educazione i bambini ricevono schiaffi, pugni, punizioni esemplari, cinghiate, ancora in voga in molti centri, purtroppo maggiormente al sud.

Non molto lontano da noi, in periferia, esiste un bambino di nove anni che si chiama Carmine, questo si alza ogni mattina alle sette, ma non va a scuola, raggiunge il suo posto di lavoro, un bar, dove fa le pulizie e porta caffè per tutto il giorno negli uffici e studi del quartiere, possibile che da due anni che ha cominciato questo lavoro non abbia mai incrociato un viglie, un assistente sociale? La verità è che il mondo intero se ne frega, preferisce girare le spalle.

Tutto questo avviene perché gli adulti se ne approfittano dell’incapacità organizzativa che queste piccole vittime hanno, altrimenti statene certi, romperebbero le catene e farebbero scoppiare la loro rivoluzione.

Il mondo recentemente si è pulito la coscienza regalando il Nobel a Malala, ma dopo le belle parole e i mea culpa tutto è continuato come prima, come sempre, da quando l’uomo ha messo piede sulla terra, i bambini sono gli “ultimi” preferiti dagli adulti.

Un solo bambino ha esortato i suoi simili ad organizzarsi e ribellarsi, si chiamava Iqbal, cui esiste un bellissimo film, e fu ucciso dalla mafia dei tappeti, in quell’anno infatti il mercato dei tappeti conobbe la sua più grande crisi.

Il Natale è la festa dei bambini perché ricorda la nascita del “liberatore” del “Messia”, per questo c’è usanza di omaggiarli con regali, ma anche in questo caso si esaltano le disparità, a chi le Barbie o l’ultimo videogioco, ad altri un  frutto, fresco o secco, ad altri nulla, loro son cattivi, forse perché non mangiano…

La verità è che il Bambiniello appena nato sta già morendo.

Eppure si sente dire che i bambini sono il futuro del mondo, mai frase più ipocrita e falsa, il futuro del mondo non è questo fatto di ingiustizie quotidiane che passano sotto silenzio, o peggio, indifferenza, desiderio di non sapere.

Notiamo, e con dolore che nessun partito politico mette nel suo programma elettorale una forte difesa e dignità verso il mondo dell’infanzia, persino nel gruppo di Potere al Popolo, che molti di noi voteranno, c’è traccia di come dovrebbe essere il mondo dei bambini, altro grande problema per loro…non votano, ma possono solo subire le scelte di chi lo fa

No commento

Lascia risposta

*

*