Angeli con la pistola

Non un western con lunghe sparatorie, ma una commedia di favola che consacrò Capra tra i più grandi del cinema

Alcuni giorni fa a seguito di una cronaca sono stato tacciato di avere usato a sproposito il titolo di un film,  Angeli con la pistola, chi mi puntava il dito immaginava che il film  fosse un western del filone  spaghetti italiano, la frase esatta è  ”perché citare in un articolo di un convegno il titolo di un film western?” La questione ha suscitato in me ilarità, alzando poi le spallette e lasciar perdere, non è che tutti possano conoscere di cinema e il grande Frank Capra

Certo un’ ignoranza simile dovrebbe far restare indignati, ma l’indignazione si conserva per le cose serie, per i senza tetto, per coloro che soffrono per colpa di qualcuno, soprattutto se più forte, ci s’indigna per il fascismo, per la violenza, per l’inesauribile imbecillità di chi si crede forte e potente, non si può sprecare un termine così importante e carico di significati per una ignoranza così banale, ovvero non conoscere il titolo di un film.

Ma la critica ha suscitato in me il desiderio di parlare del film e del grande regista palermitano che l’ha diretto, e ringrazio di cuore chi mi ha dato questa’idea.

angelipistolaAngeli con la pistola è un film del 1961 che vede Capra varcare i “confini” di Holliwood per la prima e l’unica volta.

La parola “confine” ha nella lingua italiana ben 16 significati, (dizionario della lingua italiana Garzanti) tra i più importanti ci sono, il confine  inteso come territorio di separazione tra due Stati,e poi  il confine tra la veglia e il sonno (Peter Pan), i confini con la realtà “S. Spielger , i confini del mare Jack Costeau, e poi a seguire i confini tra il giorno e la notte, il confine tra erotismo e pornografia, i confini tra presunzione e arroganza, i confini tra l’ipocrisia e la cattiveria, per finire ai confini tra la buona creanza e maleducazione.

Frank Capra nasce a Bisacquino (Palermo) nel 1893, si trasferisce giovanissimo negli USA con la famiglia, emigrante nel momento più difficile della Storia che porterà alla seconda guerra mondiale, in testa ha una sola idea, lavorare nell’universo del cinema, cerca lavoro in diverse case di produzione, comincia con il fare le pulizie degli Studios, poi passa a svolgere il ruolo di ciakkista, per gli ignoranti di cinema il ciakkista è colui che di fatto, benché ultimo nel ramo di lavorazione di un film ha il ruolo più importante, da il via alla ripresa, appare un lavoro facile ma non lo è, deve avere sempre la stessa voce, lo stesso volume e il ciak deve avere un rumore particolare, la scrittura e il numero della scena sul ciak devono essere ben chiari e visibili ad attore e montatore del film.lo sbaglio di un ciakkista può causare la perdita di una scena

Facendo il ciakkista Capra si procura  le prime conoscenze e a scambiare opinioni e idee con sceneggiatori, attori e registi, è un bravo ragazzo e sa farsi volere bene.

Una sera un gruppo di sceneggiatori lo invita  a cena, è l’occasione che non si lascia scappare, cambia di nuovo mansione, entra a far parte del gruppo di fotografia, poi lentamente al montaggio. Entra nel cuore dei più importanti sceneggiatori di quegli anni, scrive con loro sceneggiature a più mani (vuol dire insieme agli altri, non che avesse più di due mani) dopo queste esperienze in “comune” comune sta per “con altri”, non che vivesse in una comune, comincia a scrivere da solo.

Capra scrive le prime commedie e cambia Studios, porta i suoi progetti a Walter Montague, produttore dei Fireside Studios, quest’ultimo gliene ne commissiona una sola, un cortometraggio che diventerà popolare in tutti gli Usa Fultah Fisher’s Boarding House.

Ma il sodalizio con questa produzione dura poco, porta i suoi progetti e sceneggiature in giro per tanti studios, finché non approda, o varca i confini, della  Keystone, stringe amicizia con il regista Mack Sennett, con cui nasce anche una profonda amicizia.

Sennett prende a cuore le idee di regia di Capra e gli insegna i segreti di come migliorare e soprattutto fare buone amicizie.

Finalmente nel 1926 il suo primo film lungometraggio, the strong man, i distributori italiani lo tradussero con “La grande sparata”, un film con attore protagonista  Harry Langdon, poco dopo interrompe il suo sodalizio con Sarret e comincia una carriere fulminante e ricca di successi.

capraTra il 1927 e il  1932 gira sette film, di questi ben tre vincono gli Oscar, rende famosi attori e attrici, benché non appartenente alla schiera dei grandi registi ufficiali e in guerra con le major, miete consensi.

È uno dei primi auto produttori di cinema, la fiducia in se stesso era illimitata, investiva tutto quello che aveva pur di vedere un film nelle sale, “c’è chi spende i soldi rischiandoli al gioco al tavolo verde, io preferisco rischiare con le mie idee, perché se perdo è colpa solo mia e dei miei progetti, non di un mazzo di carte

Nel periodo della seconda guerra mondiale è oscurato da quasi tutti gli uffici di produzione, le major e cosa peggiore, anche le distribuzioni,  rifiutano i suoi lavori perché, benché comici, considerati troppo “pensierosi e profondi”.

Ma a Capra viene un’idea geniale, propone una commedia completamente stravagante, Arsenico e vecchi merletti, dal cui film nascono serial tv e libri, Arsenico e vecchi merletti in Italia è addirittura raccontato a puntate da un giornale italiano, Grand Hotel, rotocalco (che non vuol dire borotalco arrotolato, ma fogli di carta stampata) che trasformava in fotoromanzi i più importanti film dell’epoca.

Grand Hotel nel periodo post guerra in Italia era considerato lo svago delle cameriere e degli incolti, era ed è anche questa un’affermazione razzista e fascista, perché le cameriere e i poco colti non fanno forse parte di questo mondo? Vero che ancora oggi se si vuole insultare qualcuno chi crede di stare dalla parte della ragione afferma disgustato “leggi Grand Hotel”

Fu proprio il grande regista PierPaolo Pasolini a rivalutare quel giornale che usciva a cadenza settimanale ed era una leccornia letteraria per molte ragazzette soprattutto di provincia, e come’è noto Pasolini amava le borgate, il sottoproletariato e gli ultimi, mai i primi o gli ipocriti che fan finta di stare con gli ultimi.

Capra continua la sua carriera girando film memorabili, “lo stato dell’unione, La gioia della vita, E’ arrivato lo sposo

Nel 1951 Capra compie il gran tradimento alla celluloide per dedicarsi completamente alla televisione che, in quegli anni sembrava dovesse soppiantare il pur giovane cinema. Ma dopo questa lunga parentesi nel 1959 torna al cinema firmando uno dei suoi più grandi successi fino a quel momento,  “Un uomo da vendere”. Il titolo potrebbe a qualche scienziato far pensare di una storia di un gigolò, invece no, è un racconto triste e malinconico, una guerra tra la freddezza della ricchezza e la disperazione di un povero uomo rimasto vedovo, un film bellissimo, uno dei pochi non a lieto fine del grande Maestro.

francis-ford-coppola-theredlistCarattere complicato composto di alti e bassi, molto rigido e autoritario sul set, più volte ha lasciato lavori già cominciati mandando su tutte le furie i produttori, il più importante “vacanze romane” preso in corsa da  William Wyler. Non è accaduto sola quella volta, e questi suoi comportamenti lo rendevano di fatto lontano dalle grandi etichette che lo apprezzavano per i lavori compiuti ma non per il suo carattere scontroso e il suo aggrapparsi ai contratti in cerca di cavilli per rompere alla prima occasione.

Ma tanta inattività gli fa male, a tempo pieno scrive  “Angeli con la pistola”, sebbene è tratta da un racconto  di Damon Runyond “signora per un giorno” già pubblicato con scarso successo, impiega due anni per preparare la sceneggiatura (vuol dire scrivere la trama più i dialoghi di un film) più altri sei mesi per preparare le scene.

capra4Il film viene proposto a più case, sembra un successo sicuro, e il cast che Capra aveva preparato era da sogno, Frank Sinatra, Dean Martin,  Shirley Jones, le musiche erano destinate a Walter Scharf  e Jimmy Van Heusen i più grandi compositori di colonne sonore, si aprì una gara tra le produzioni ad accaparrarsi quel film e alla fine la spuntò a suon di dollari la, Metro Golden Mayer (per coloro che non ne capiscono di cinema quella del leone dentro il cerchio composto da pellicola), ma Capra, convinto che il film avrebbe avuto successo anche economico volle entrare come partecipante alla produzione al 30%,, come quasi sempre faceva con tutti i suoi film. È l’ingresso dalla porta principale di Hollywood ma anche la sua ultima volta. In età giovane, per un regista, definitivamente si ritira,

 La produzione però gli cambiò il cast, probabilmente in meglio qualora fosse possibile, come attore principale al posto di Sinatra venne preferito Glenn Ford poi a seguire Hope Lange, l’astro nascente del cinema americano Peter Falk, Thomas Mitchell,  Arthur o’ Connol, senza dimenticare l’attrice protagonista, la favolosa Bette Davis, la più gettonata in quegli anni.

La storia era formato Capra, ottimismo e al tempo stesso comicità contro il sistema, la morale della favola, perché Angeli con la pistola è una favola, è che il potere pur di non essere toccato o messo in cattiva luce stringe accordi con tutti, perfino con un boss che chiede solo che una festa riesca bene. Nel film che come tutti i lavori di Capra è di lieto fine, si evidenzia la lotta del povero e ricco, il mafioso ha bisogno della superstizione e si rivolge ad una povera venditrice di mele, il Governatore del Sindaco, il Sindaco del Capo della Polizia, e quest’ultimo ai suoi poliziotti, tutti insieme felicemente ricattati.

Francis_Ford_Coppola1Dopo questo film Frank Capra sembra si ritiri, ha raggiunto i suoi più grandi obiettivi, Angeli con la Pistola lo decreta uno tra i più grandi registi del secolo, nel film è inserita anche una delle frasi che poi sono diventate di uso comune, cioè appartenente al lessico quotidiano, in America gli ospiti arrivano tutti insieme, così afferma un cameriere ad un nobile spagnolo preoccupato per l’eventuale non arrivo degli ospiti ad una festa d’addio, “arrivano in anticipo o in ritardo ma sempre tutti insieme”. In quel momento il gruppo degli ospitanti ha attimi di tensione, (la tensione, per chi non lo sa,  è un sentimento, che ognuno percepisce come meglio crede, nel caso dei protagonisti del film la tensione è dovuta al tanto tempo impiegato per organizzare una festa che sembra per l’assenza degli invitati saltare, con l’arrivo degli ospiti la tensione finalmente svanisce per dare il via alla gioia.

Capra con quel film vince 3 golden globe, e ottiene ben 5 nomination ai premi Oscar, è uno dei film più titolati della storia del cinema.

Capra aveva un grande rapporto con la stampa, in età avanzata volle anche intraprendere il ruolo di giornalista seguendo film e partecipando a conferenze come opinionista.

Ma la maggior parte del tempo la passava chiuso nella sua casa immersa nel verde e curando giardino e orto.

Diceva spesso che: “il giornalista ha tre doveri nel raccontare un fatto, scrivere il luogo, chi c’è stato e cosa hanno detto. Un giornalista deve avere il coraggio e la fantasia di sentirsi libero di scrivere quel che sente, perché è l’espressione di un pensiero unico e irripetibile, criticabile quanto si voglia, ma semplicemente un pensiero che come tale va rispettato. Il giornalista è il narratore della realtà ed è la realtà stessa” si dovrebbe aggiungere che il ruolo del narratore dovrebbe essere il più indipendente possibile, sia dai grandi supermercati quanto alla bottega nascosta in un vicolo, inutile tirarlo per la giacca.

Non è poi tanto difficile da capire.

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