Ancora magnammece o pesone…la lotta per la casa entra nel palazzo

Occupazione di Palazzo san Giacomo del gruppo resosi popolare per l'occupazione di diverse strutture

Sono sempre loro, il gruppo Magnammece o pesone che si rese popolare nel periodo natalizio quando per qualche ora occupò simbolicamente la megastruttura commerciale in Via Caracciolo “N’Albero

http://www.cantolibre.it/magnammece-o-pesone-napoli-non-e-una-bomboniera/

Ma non solo questo, i ragazzi, le ragazze e, soprattutto le tante famiglie che grazie al loro instancabile impegno hanno trovato un tetto e qualcosa di più invece di finire sulle panchine o sui marciapiedi adiacenti la stazione centrale di Piazza Garibaldi.

Per spiegare meglio le loro innumerevoli attività e gli interventi sul territorio basta leggere la loro Pagina F.Book.

https://www.facebook.com/MagnammeceOPesone/

Quindi stamattina di buon ora a Palazzo San Giacomo ancora chiuso quasi trenta donne hanno deciso di occupare alcune stanze simbolo del Palazzo.

Erano arrabbiate, anzi arrabbiatissime, si sentivano tradite da una lunga attesa e hanno deciso che il tempo di attesa era scaduto.

Da qui un’occupazione che ancora una volta si è svolta pacificamente, ovviamente nello spingi spingi, due vigili cercavano d’impedire l’invasione e le altrettante donne di penetrare, è accaduto che, due tutori comunali hanno dovuto soccombere cadendo a terra e facendosi male, in modo peraltro lieve le mani, che come ha poi affermato il primo cittadino “cercavano solo di compiere il proprio dovere” e il loro dovere era impedire alle donne di entrare.

Ma anche le donne lamentano qualche dolore, alcune sono rimaste con le mani schiacciate dal grande portone di Piazza Municipio altre assicurano di aver ricevuto anche qualche bastonata, come riportato dalle foto pubblicate sulla pagina del gruppo stesso che ha occupato il Palazzo.

Le donne al contrario sono riuscite nel loro intento e si sono recate di gran corsa verso il primo piano nella stanza della ragioneria. Si sono affacciate al balcone e hanno cominciato a stendere uno striscione al balcone e facendosi notare dai passanti.

Dopo un po’ di ore però, come in altre occasioni “dimostrative” la protesta è terminata e c’è stato un incontro chiarificatore con il Sindaco de Magistris.

In principio aleggiava tensione, il Sindaco ha inteso raccogliere la sua vicinanza ai Vigili Urbani, si è vero ma ha anche tenuto a conservare l’amicizia che negli ultimi tempi si è costituita con gli abitanti degli spazi liberati.

Ma finalmente dopo che il dialogo tra le due parti è cominciato la tensione è sparita e da ambo le parti è prevalsa la voglia di collaborare. Una delle portavoci del gruppo “magnammece o Pesone, Angela Polverino ci ha raccontato

“La collaborazione sancita è che il Sindaco ha assicurato il proprio  impegno e del Comune a far si che nel giro di pochi giorni si apra un  tavolo permanente con noi del movimento del diritto all’abitare

Fondi stanziati per la gestione dei 12 stabili comunali prevista della delibera 1018 per riconoscere e riqualificare le strutture comunali storicamente abitate da persone in emergenza abitativa in condizioni sempre più degradate”

Pubblichiamo integralmente il comunicato di “Magnammece o pesone”

“Un gruppo di persone in emergenza abitativa della campagna Magnammece O Pesone, composto quasi esclusivamente da donne (venticinque su ventisette) ha occupato questa mattina alle 7 palazzo San Giacomo per protestare contro gli impegni disattesi dall’amministrazione comunale sul diritto all’abitare. Le politiche di welfare per la casa al palo da tre anni dopo l’approvazione della delibera 1018 del dicembre 2014, il diritto di residenza già messo in crisi da una legge classista come la legge Lupi, le singole vertenze come l’apertura di una struttura per l’emergenza abitativa che tarda da due anni…
All’ingresso c’è stato un momento di spintonamento (e null’altro) con la polizia municipale nel quale due signore sono rimaste contuse e un’altra si è lievemente ferita al piede. In questo momento però la celere in assetto antisommossa sta cercando di sgomberarle dal primo piano in cui si sono chiuse.
Nel giorno della cittadinanza a Diego Maradona questa azione vuole anche denunciare che la “cittadinanza napoletana” è nulla senza i diritti di cittadinanza, dai trasporti al reddito e per primo quello all’abitare.
Dai giorni scorsi sono in atto iniziative congiunte per il diritto all’abitare insieme ad altri movimenti di lotta come il Comitato Vele e il Movimento disoccupati 7 novembre”.

 

 

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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