Alberi…lo strazio della potatura

Potature selvagge e massacro per gli alberi, portatori di ossigeno, se c'è un periodo che non vanno toccati è proprio questo, la primavera, che causa danni agli uccelli e indeboliscono la pianta
Quando si parla di potature di alberi possiamo dire che le città’ sono ormai un campo di battaglia governato da ragioni di ignoranza,economia,dicerie,superficialità’ e cattiva informazione.Con le nostre amministrazioni pubbliche ormai campionesse di queste pessime qualità.( ma anche i privati non scherzano..)
E ovviamente con gli alberi nel ruolo di vittime sacrificaliE’ quanto avviene a Napoli e in tutta la sua cintura metropolitana, malgrado proteste costanti e pluriennali di tutte le associazioni ambientaliste in tutte le sedi istituzionali cittadine e di molti agronomi,anche con atti ufficiali.

Purtroppo provato da questo ulteriore annuncio di un prossimo intervento di potatura-poi ad horas revocato grazie alla protesta dei cittadini e di tutte le Ass ambientaliste- in viale campi Flegrei a Bagnoli assolutamente fuori da ogni logica agronomica che non sia quella di usare gli alberi come degli oggetti .Ma altri in questo periodo erano  stati eseguiti al Vomero e in altri quartieri cittadini e della città metropolitana

E senza contare che in questo periodo sugli alberi e’ in atto la nidificazione degli uccelli, per cui operare in questo momento significa chiaramente agire in spregio della legge 157 del 1992.

Infatti l’art. 21, comma 1, punto o della legge fa divieto di prelevare e uccidere i nidiacei, cosa che avviene con la potatura in questo periodo. In più la potatura va a intervenire in maniera opposta a quanto definito il 10 marzo 2020 dal decreto del Ministero dell’Ambiente “Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde“ pubblicato nel n.90 della Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2020. Al cui paragrafo C, si spiega che “per garantire l’approccio strategico di medio-lungo periodo, è essenziale che le stazioni appaltanti, in particolare le amministrazioni comunali, siano in possesso e applichino concretamente strumenti di gestione del verde pubblico come il censimento del verde, il piano del verde, il regolamento del verde pubblico e il bilancio arboreo che rappresentano la base per una corretta gestione sostenibile del verde urbano”. Sempre nel paragrafo C si specifica che vanno evitati interventi sul territorio “qualitativamente scarsi e persino dannosi che compromettono lo stato di salute delle piante con conseguente aggravio di costi per la comunità.

Una follia dunque che mette le basi anche per la valutazione di una denuncia di danno erariale a carico del Comune di Napoli.

TENENDO SEMPRE CHIARO CHE GLI ALBERI HANNO UNA STRAORDINARIA FUNZIONE DI CONTRASTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO IN ATTO, ASSORBENDO CO2 E PRODUCENDO OSSIGENO OLTRE CHE ASSORBENDO INQUINANTI COME POLVERI SOTTILI E PARTICOLATO, la  prima domanda che occorre farsi invece , quando si intende potare un albero, sarebbe quindi:

PERCHÉ POTARLO ?

In primis nel decreto del governo per la prima volta si vieta la capitozzatura, cimatura e potatura drastica degli alberi quale pratica deleteria e pericolosa soprattutto per la sicurezza pubblica e perché rovina irrimediabilmente il patrimonio arboreo.


Perchè ritenere di avere buoni motivi per modificare una struttura quasi perfetta e cosi’ suscettibile a squilibrarsi e disordinarsi?Occorrono buoni motivi per potare un albero, in modo che i benefici che ne derivano siano superiori ai danni prodotti.Ecco una serie di motivi, comunemente addotti nella potatura degli alberi, che non sono buoni motivi, e che fanno spesso riferimento ad una tradizione vaga, imprecisa, grossolana, derivante per lo più dal sentito dire e visto fare.

Quindi diciamolo FORTE che NON si pota MAI un albero:

2)perché è ora di farlo

3)perché è tanto che non lo si è più fatto

4)perchè l’ha fatto anche il mio vicino

5)perchè così si rinforza / ringiovanisce

6)perché è troppo alto

7)perchè sporca con le foglie, ne fa troppe…

Altra cosa importante e’ quando, se necessario, si può’ potare un albero ?Bene il periodo in cui non si possono toccare gli alberi è la primavera.

Cioè da quando le gemme iniziano a gonfiarsi preludendo alla schiusa delle foglie (o dei fiori:alcuni alberi, come il ciliegio o il mandorlo e tanti altri, fioriscono prima di mettere le foglie), fino alla completa formazione delle foglie.

In questa fase, l’albero ingrossa rami e rametti, mette su legno.Tutte queste attività (fioritura, schiusa delle foglie, ingrossamento dei rami) esigono un apporto energetico enorme, e mettono in moto un potentissimo e complessissimo laboratorio chimico.

Manomettere un albero in questo periodo significa disorientare completamente la pianta, interrompendone il flusso di messaggi chimici e ormonali destinati a regolare l’intensa attività biochimica.Questa è la potatura eseguita in primavera: e non c’è potatura corretta o scorretta che tenga; è in ogni caso come  un pachiderma in visita in una  vetreria di Murano.

L’ inverno è la stagione della potatura degli alberi.

E quando si parla  di potatura, 6 o 7 centimetri rappresentano il diametro di taglio massimo fino al quale ci si può spingere.Oltre queste misure crolla qualunque capacità di reazione efficacie dell’albero.Tagli di diametro maggiore di questi devono costituire un’eccezione assolutamente straordinaria, e devono essere più che ben motivati. Più un esemplare è vecchio, minore sarà la sua capacità di sopportare deprivazioni di fogliame:

un’asportazione del 5% potrebbe già significare un limite invalicabile.

Su un esemplare giovane possiamo tollerare valori superiori, spingendoci anche al 20 o 25% del volume complessivo.

Una potatura troppo severa su un vecchio esemplare o su un esemplare fortemente deperito, potrebbe innescare un rapido decadimento, e si potrebbe assistere al veloce disseccamento di tutta la pianta nei pochi anni successivi. Tagli troppo drastici su giovani esemplari incontrano invece grandi riserve energetiche che si opporranno al declino, regalando una vita storpia e stentata, e comunque più breve di quanto potrebbe sperare un albero.

Spesso mettendo o a rischio la sua crescita e sopratutto la sua stabilita e quindi conseguente sicurezza pubblica

Insomma quando si parla di potature parliamo di qualcosa di molto serio e non banale come potete vedere.
Per cui si facciano fare a esperti lasciando da parte miti e convenzioni più simili alla stregoneria che alla scienza nel campo dell’agronomia

 

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