Agli uomini le guerre alle donne le rivoluzioni

Manifestazione il 26 Luglio pe ricordare la vergognosa sentenza di Fortezza del Basso #nessuna scusa

O è un femminicidio o è uno stupro. Ad ogni modo, ogni giorno c’è una donna violata, offesa, umiliata da un lato e delle donne pronte a screditare, umiliare, offendere pur di difendere i loro figli, mariti, fratelli, amanti.

Ogni giorno leggo che la chiesa per bocca dei suoi impiegati (perché questo sono: degli impiegati) si schiera contro queste ragazze o donne che tornano tardi la sera, vestono con abiti corti e provocanti e quindi colpevoli di aver acceso nell’uomo, nell’amico, nel compagno, la voglia di violentarle o di ucciderle per poi abbandonarle sul ciglio di una strada o in un congelatore (l’ultimo caso) per andare a bere con gli amici o andarsi a fare un’altra scopata.

STUPROFORTEZZAPer l’ennesima volta mi ritrovo a leggere che “se l’era cercata”, che “sono bravi ragazzi”, che “è stata una ragazzata”, che “non ha opposto resistenza quindi era consenziente” come se una ragazzina o una donna circondata, trattenuta, picchiata dal branco da sola avrebbe dovuto vincere il terrore, la paura e difendersi trasformandosi in wonder woman.

Ancora una volta sono costretta a leggere di riprese fatte con il telefonino durante gli stupri e mandate in rete come se si trattasse di una impresa storica mentre in tivù, per la strada, sui giornali sempre più corpi femminili vengono usati per vendere pavimenti, marmitte per auto, carta per fotocopie.

Come sono brutti questi uomini, incapaci di leggere un giornale o un poster se l’informazione non è corredata dal corpo di una bella donna… peggio ancora i figli che hanno generato e educato alla maleducazione, alla violenza, alla prevaricazione.

Mi fa ridere la crociata contro la legge islamica: in cosa si differenzia dalla nostra? Gli uomini possono avere amanti e sono giustificati come lo sono i loro atteggiamenti violenti perché, come ho scritto prima, scaturiti da minigonne e magliette attillate.
Però se la donna ha il riporto nei capelli o è un po’ grassa neanche va bene perché diventi subito oggetto da umiliare, offendere, deridere (come mi è capitato qualche settimana fa su una bacheca di un artirtucolo, dando così vita a botte e risposte soprattutto con donne che mi rinfacciavano di essere “bigotta” perché non riuscivo a ridere su una vignetta che umiliava la Bindi, la Merkel ed altre donne non siliconate).

nessunascusasueÈ che così, non andremo da nessuna parte.  O scendiamo di nuovo in piazza o continueremo a piangere altre sorelle. Ed è per questo motivo che il 26 luglio, ad un anno esatto dalla sentenza di Fortezza dal Basso che vide scagionare i 7 stupratori di una ragazza che, all’epoca dei fatti, aveva 22 anni mentre gli stupratori (perché, sebbene scagionati, tali restano) tra i 20 e 25 anni, diverse associazioni femminili hanno deciso di ricordare quel giorno con manifestazione, flash mob, suoni e voci contro la violenza delle donne in Largo Berlinguer dalle 19 in poi.

Da quel 26 luglio altri stupri e violenze sono accadute e tante altre non denunciate, taciute per vergogna, ritorsioni da parte dei loro compagni e mariti.

Questa manifestazione (la prima di tante altre che, dal prossimo autunno saranno presenti nelle varie piazze napoletane), nasce dalla voglia di dare voce e coraggio a tutte quelle donne che si sentono sole e indifese.

Nasce dalla voglia di riprenderci le notti, le strade, la vita. Perché gli uomini fanno le guerre… le donne fanno le rivoluzioni.

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  • Valerio
    28 luglio 2016 at 15:45 - Reply

    Con questo articolo lo spazio creato da Enza Muto, sempre analitico e giusto sugli argomenti che tratta, è scivolato sulla classica buccia di banana.
    CantoLibre si è dimostrato con l articolo di Lattanzio, ovvio, perfino contraddittorio…

    Che vuol dire –le donne-? Che esistono di nuovo le donne e gli uomini? Che vuol dire? facciamo tutto un calderone?

    Margaret Tachter era donna e più, che la rivoluzione ha portato la restaurazione, lo stesso dicasi della Merkel e non vedo in lei tracce di rivoluzione, taccio per amore di sesso di Marie Le Pen, e non credo che Hilary in America farà la rivoluzione.
    Per non parlare delle donne dei gerarchi nazisti e fascisti che sapevano e per comodità di potere, proprio come gli uomini, tacevano.

    Sono rivoluzionario anche io, ma non vorrei trovarmi un giorno come compagna di viaggio la Meloni, solo perché è donna.
    Attenta CantoLibre…l’ovvio è il peggiore dei concorrenti.

    • Myriam Lattanzio
      Myriam Lattanzio
      1 agosto 2016 at 23:00 - Reply

      Myriam Lattanzio

      caro Valerio, forse sei uno dei pochi che non riesce a vedere che “esistono di nuovo le donne e gli uomini”. anzi, veramente non ha mai cessato di esistere. il potere è ed è sempre stato in mano agli uomini che ragionano con una mentalità guerrafondaia. hai citato la Merkel, la Meloni, la Thachter. ti aggiungo la Mussolini, la Binetti. può sembrarti assurdo ma anche loro sono delle rivoluzionarie benché i loro programmi, i loro colori, le loro lotte non mi appartengono e non mi apparterranno mai. ad ogni modo, quando ti parlo di donne rivoluzionarie ti parlo di quelle donne che lottano contro il mobbing nelle fabbriche, negli uffici dove ti licenziano sei incinta. di donne che sono stanche di leggere di sentenze che scagionano stupratori, stalker. ti sei risentito perché ti ho inserito nel calderone? che dirti: meno male che ci sono ancora uomini come te che si sentono offesi dalle mie parole e che non vedono le differenze e che pensano di vivere in un mondo dove uomini e donne hanno gli stessi diritti

  • claudia
    3 agosto 2016 at 14:06 - Reply

    Gentile Myriam, la conosco più come autrice, e francamente l’apprezzo molto, che come opinionista. Ma questa volta sento di dover stare dalla parte del Sig Valerio.

    Gentile Myriam, non è che perché abbiamo un utero in comune siamo tutte eguali… le cito una frase della compianta Denis Lessing ” i più pericolosi nemici delle donne sono le donne stesse” la Lessing infatti affermava che a volte le donne trattano male proprio gli uomini che si sono liberati al sistema in uso e francamente non trovo nulla di rivoluzionario o di utile nelle donne che sono state citate sia da lei quanto dall’amico Valerio. Io resto dell’opinione che Che Guevara, Lenin, Robesbierre, lo stesso Gesù, benché uomini, hanno portato benefici immensi all’altra metà del cielo, non vedo nulla di buono nella Merkel, Binetti, e altre nominate nei vostri commenti,(addirittura la Mussolini, (che da giovane del suo corpo ne fece valore economico) credo che qualora un domani scoppierà la rivoluzione saremmo stesso noi donne a fare i conti con loro… per i danni che hanno causato a tutte noi stesse.
    Per essere contro le leggi e le ingiustizie non c’è bisogno di esser donne ma semplicemente “compagni”!

    La ringrazio dell’attenzione.
    Claudia Scirocco, sociologa

    • Myriam Lattanzio
      6 agosto 2016 at 11:42 - Reply

      Myriam Lattanzio

      Gentile Claudia,
      la frase della Lessing è una frase che cito sempre (anche la compianta Franca Rame amava ripeterla nelle interviste). Il titolo dell’articolo voleva essere provocatorio e il fatto che abbia fatto nascere la voglia di rispondere, commentare, criticare mi ha dato ragione. Innanzitutto io non ho detto di “vedere qualcosa di buono” nella Merkel e la Mussolini. Ho solamente detto che, a modo loro e per il loro credo politico, sono delle rivoluzionarie. Non dimentichiamoci che la Mussolini, in una delle poche giuste battaglie sposate, nel 2012 si scagliò contro la sentenza della Cassazione (la sentenza dei jeans) che stabilì che “per i responsabili di violenze sessuali di gruppo non è detto che si aprano le porte del carcere”.
      La Suprema Corte negò l’esistenza del reato di stupro perché in quel caso la vittima indossava i jeans: un indumento – a detta del collegio giudicante – impossibile da sfilare senza la collaborazione di chi lo indossa. A parte questo, tutto il resto legato a queste politicanti non mi appartiene e non mi apparterrà mai (non avrei mai immaginato ritrovarmi a parlare di loro). Ad ogni modo, nel frattempo che questa benedetta rivoluzione si decida a scoppiare, noi dobbiamo fare i contri con le quote rosa, la mercificazione dei nostri corpi, sentenze vergognose che scagionano i violentatori e costringono le vittime a cambiare paese, città, nazione nemmeno fossero loro a doversi vergognare.

      Continuare a leggere titoli vergognosi sui femminicidi. Questo nel mondo occidentale. Nel mondo orientale è sotto gli occhi di tutti come stanno costringendo a vivere le donne. E’ vero che bisogna essere “compagni”. Solo che, al momento, io vedo solo donne lasciate da sole a combattere. Non ho visto un solo uomo alzarsi e gridare con noi. Al contrario, dopo l’elezione della Raggi a Roma, ho letto delle frasi offensive e sessiste. Per quanto riguarda i rivoluzionari da lei citati, nessuno ha mai scritto di Nadezhda Krupskaya, la moglie di Lenin rivoluzionaria più del marito, di Celia Sànchez che, durante la Rivoluzione cubana, al fianco del Che, era quella che prendeva le principali decisioni.
      Come vede, non sono io a voler fare una “guerra” di genere. È vero che “per essere contro le leggi e le ingiustizie non c’è bisogno di esser donne ma semplicemente “compagni”! Solo che, al momento, nelle piazze a protestare e chiedere leggi severe contro gli stupri e i femminicidi, vedo e sento solo donne