Africa Napoli United: Attacco a GESCO

Tutto il Caso Astarita, da Canale 21 i fulmini di guerra, ma cosa è il Razzismo all’incontrario? I paragoni fuori luogo con Strada, Saviano e magliette rosse. D'Angelo: si sia lasciato il tempo alla capitana di riflettere sulle sue scelte

In una visita in Italia, l’attore Jack Lemmon disse che “amo tanto gli italiani, perchè in ogni italiano c’è una consapevolezza di poter essere, un architetto, un allenatore di sport, un poeta, un regista, un giallista, un muratore, un ministro o Presidente dello Stato, e in qualche caso anche Papa, ecco perché gli italiani sono grandi” fu una bella dichiarazione d’amore non tanto per l’Italia, ma per gli italiani.

É vero, aveva ragione Lemmon, in ognuno di noi c’è qualcosa di grande.

Di tutte le professioni che Lemmon ha citato noi scegliamo quella di giallista per raccontare questo fatto che dovrebbe limitarsi solo alla cronoca rosa e che invece come un giallo è sfociato nella politica.

Per analizzare i fatti bisogna andare con ordine.

Un pomeriggio di diversi anni fa un gruppo di amici che hanno in comune le passioni per il sociale e lo sport, prendono in considerazione l’idea di portare nel mondo del calcio qualcosa di diverso oltre che la coltre fitta di soldi, miserie per i dillettanti, scandali e bilanci sempre fuori controllo. Vogliono portare il sociale, che nel pianeta calcio, fatte più che rare occasioni, è un argomento quasi tabu.

E così nasce la squadra di calcio multietnica che è composta per la maggiore da atleti immigrati, con inserti partenopei, quindi per estendere il progetto si applica la stessa idea anche in campo femminile.

Però a vederla da spettatore le due esperienze sono molto diverse, almeno a vedersi, la squadra di calcio maschile effettivamente è composta da immigrati, quella femminile no, la presenza straniera è limitata, per tante ragioni, culturali, religiose,implicazioni familiari che impediscono alle donne di avvicinarsi allo sport.

Queste due squadre hanno sposato, insieme ai dirigenti, un proggetto che non è solo calcistico, ma anche alternativo, il loro è  un progetto di inclusione, si parla di eguaglainza e di pari opportunità, quando qualcuno che vuole giocare al calcio, si avvicina all’Africa United, sposa qualcosa che va oltre il calcio,  così ha dichiarato all’emittente televisiva Canale 21  il dirigente Pietro Spaccaforno, appellandosi ai principi della solidarietà e dell’integrazione.

Il dirigente, a nostro avviso, è stato aggredito e ha dovuto sopportare offese anche personali dai conducenti in studio, sembravano post di FB, Io sono un professionista e lei no, si deve vergognare, poi assumendosi a ruoli di dirigenti hanno consigliato il da farsi, domani chieda scusa a tutti per questo vostro comportamento che è un razzismo all’incontrario.

Strana quest’ultima definizione, molto in voga in questi anni, razzismo all’incontrario, ma che cosa è? Il razzismo è solo uno, altri non c’è ne sono, ne laterali né al contrario

Noi siamo rimasti sconcertati a tutta questa bolgia, Il caso, una ragazza che gioca a calcio, un passato in Forza Italia e ora sposa delle idee leghiste, come stanno facendo in tanti nel vecchio carrozzone di Berlusconi, chi per motivazione personalissima e privata, chi per interessi di bottega e salvaguardia di qualche posto, e pochissimi quelli che passano per motivazioni politiche o ideologiche.

I dirigenti dell’Africa Napoli United, pertanto non hanno potuto accettare l’idea che tra le proprie file militasse una filoleghista, la lega, notoriamente poco incline a sentimenti di inclusione e solidarietà

Purtroppo nel mondo del calcio si sposano solo progetti economici, non c’è da firmare nessun codice etico.

Lo studio di Canale 21 si è unitariamente schierato contro Spaccaforno, che cercava di spiegare che nessuno dei partecipanti ai club firma un contratto etico, semplicemente perché nel mondo del calcio si firmano solo contratti di appartenenza, la ragione è una sola, il pallone.

Il caso è troppo piccolo per occupare tanti spazi (nostro compreso) che non portarci a brutti pensieri, com’è possibile che da una storia così piccola, che sarebbe dovuta durare massimo una mattina,  sia partorito un gorilla? Ma soprattutto la durata, ancora oggi sulla pagna F.B del Dott. Giuseppe Iannicelli, forbito linguista, si continua a parlare di razzismo al contrario e di consigli alla lega, radiazione di tutti i dirigenti, tutti appartenenti all’universo Gesco, e anche la verifica dei conti! Quest’ultima per verificare se nei finto Buonisti dell’Africa United arrivi  denaro pubblico destinato all’integrazione mentre invece i veri razzisti sono proprio i dirigenti, che fanno discriminazioni politiche.

Il giallo appare evidente, e il  problema che tutto finisce in campagna elettorale, e questa volta l’attacco attraverso il calcio,  potrebbe essere partito proprio ai danni di Gesco, che a Napoli è una delle più grandi realtà a chi piaccia o no, è così, e che ha quello i politicanti chiamano, un “bacino di utenza sconfinato”, appunto perché opera nel sociale e nel terzo settore.

Abbiamo incontrato Lunedì mattina Sergio D’Angelo che su tutta la storia risponde laconicamente, “Io avrei comunque dato tempo alla Capitana di prendersi il tempo necessario per riflettere sulle sue scelte, poi avrebbe potuto andare in una squadra che le da maggiori garanzie di crescitae ambizioni, e lo stesso dicasi per le ragazze che le hanno mostrato solidarietà, d’accordo con la Federazione Gioco Calcio le lasceremo libere di continuare il loro campionato ove vogliono.

Noi non stiamo facendo nessuna retromarcia, bisogna capire che per noi la lega rappresenta nei suoi programmi, e nella sua storia giusto il contrario di quanto auspichiamo noi, come dimenticare le accuse contro Roma ladrona, i meridionali puzzolenti, il Vesuvio che ci lavi, Bossi e Borghezio che con la bandiera italiana e relativa carta Costituzionale si pulivano il sedere, e oggi, i casi diciotti, Lodi, i tagli all’immigrazione, come è possibile che possiamo accettare nella nostra comunità chi partecipa a quelle idee? Abbiamo un codice etico, come non capire la situazione?

Resta che dal post di Iannicelli si parla che chi è in disaccordo con le sue parole, cito testuale “E’ un Roberto Saviano, un radical Chic, una maglietta rossa, Laura Boldrini e Gino Strada” per il dott Iannicelli tutti questi citati sono elementi negativi, noi non ci sentiamo appartenenti a nessuna di quelle che ha citato, ma ci siamo stracciati le vesti per Mimmo Lucano, per Siracusa e scandalizzati per Lodi, e chi è il Roberto Saviano all’incotrario? o Gino Strada? ma allora questa che cosa è letteratura all’incontrario?

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