Acqua, fiabe e corna nel sottosuolo partenopeo

ll sistema idrico della città nasce in tempi lontanissimi, attorno ad esso ingegneria e leggende. La leggenda del “Monaciello”

di  Carmen Rinaldi

Napoli Sotterranea Napoli è conosciuta da tutti come la città delle bellezze artistiche, paesaggistiche e culturali. Di tutto ciò che è ben evidente e alla luce del sole. Ma questa città ha anche un’altra faccia, altrettanto bella e suggestiva che ci porta indietro nel tempo,il suo sottosuolo ovvero la “Napoli Sotterranea ” I primi scavi risalgono al IV secolo e furono effettuati dai Greci sia per estrarre il tufo necessario per costruire edifici, sia per sfruttare gli ambienti del sottosuolo per costruirvi delle catacombe, fatto che si ripeterà nel 1656 quando le cave verranno usate come ossario per i deceduti per la peste.

napsottoIn epoca romana fu installata una rete di acquedotti alimentata dalle sorgenti del Serino ad Avellino che approvvigionava la città. Vi sono pozzi sparsi lungo i percorsi : fori sulla volta non molto larghi. Stesso sistema di trasporto fu utilizzato per raggiungere Miseno e fornire di acqua la Piscina Mirabilis per la flotta della Classis Misenensis. Purtroppo il sistema idrico era diventato obsoleto e per questo motivo l’acquedotto fu trasformato in fognatura. Da questo nacque la figura del pozzaro.

Oltre alle cisterne pubbliche, ne furono create anche di private e i nobili assumevano dei servi chiamati appunto pozzari per tenerli puliti. Questo però, molto spesso, non era pagato e risolveva la questione introducendosi attraverso i pozzi che sbucavano direttamente nelle case dei nobili rubando gioielli e denaro. Da qui’nasce la leggenda del “munaciello“.

Uno spirito benevolo o maligno che si occupava più della padrona di casa che della rete idrica usando le vie sotterranee che conoscevano bene, per apparire o sparire sotto un abito che, nella penombra, assomigliava al saio di un monaco.

Nel 1600 la fognatura e le cisterne pluviali erano inservibili, così un ricco napoletano,un tale Carmignano,costruì un sistema fognario nuovo. Da questo momento in poi la fognatura si prosciugo’ e rimase vuota.

Gli scavi del sottosuolo continuarono fino al  XX secolo ed i cunicoli si trasformarono in rifugi antiaerei durante la seconda guerra mondiale, uno di questi è visitabile e dopo una discesa di 40 metri si arriva in un ambiente che fu utilizzato come rifugio dove si trovano graffiti, giocattoli, brandine ecc. Ed infine, si può ascoltare il rumore del silenzio, immaginando coloro che per necessità o per lavoro, hanno vissuto questa città

 

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