70 anni da Paura

Venerdì 15 a Santa Fede il compleanno di Raffaele Paura, anni spesi alla ricerca della libertà e felicità

Certamente uno dei personaggi più amati ed ascoltati del centro storico, Raffaele Paura compie settant’anni e nello spazio liberato “Santa Fede, in via Pignatelli” è previsto un compleanno da far “paura”. Siamo contenti che ci abbia raccontato il suo percorso, e alla faccia dell’età, i sogni per il suo futuro.

Ammetto che mi sento un po’ strano, direi emozionato, in vita mia non ho mai avuto una festa di compleanno, il fatto di averlo oggi, a 70 anni mi fa sentire meravigliato, anche per il tanto affetto che sento si è creato intorno a me, sono felice e soddisfatto, credo saremo in tanti e per questo sono ancora più felice, per me la felicità è un elemento essenziale della vita, forse la cosa più importante. Voglio dire una cosa…non credevo sarei arrivato a questo traguardo, pensavo di morire prima.

Se devo tirare le somme credo di avere avuto una bella vita, ho ricevuto tanto ma credo anche di avere dato tantissimo.

Un’infanzia complicata, non ho potuto studiare, mi son fermato presto, ma la mia condizione e la mia testa mi hanno immediatamente fatto cominciare un percoso politico, percorso che mi ha fatto crescere e maturare, e che francamente continuo a svolgere, non mi fermo mai, questa è la mia forza.

Per chi mi conosce oggi può apparire strano, ma io sono stato nel PCI e ho ricoperto anche l’incarico di segretario della FGCI, credevo molto in quel che facevo e imparavo, ma ad un certo punto cominciai ad avere le prime perplessità che poi mi fecero approdare ai movimenti marxisti leninisti. Non sopportavo che noi stavamo per uno o due giorni a fare assemblea e alla fine di tutto arrivava il delegato che neanche sapeva di che avevamo parlato e dopo aver letto il verbale scriveva a modo suo la relazione di quanto avevamo dibattuto. Erano relazioni che non riportavano fedelmente o per niente quanto ci eravamo detti. Oggi non mi sento più marxista, forse sono anarchico, e comunque sempre in cerca di qualcosa che non riesco a definire.

Così decisi di mollare e andare via, forse feci bene, perché ripresi a leggere ed imparare, la mia forza è stata sempre quella di essere prima di un oratore un grande ascoltatore, mi piaceva e mi piace ancora ascoltare, ascoltare è come leggere, s’impara sempre e ancora oggi io cerco d’imparare con lo stesso sistema, ascoltare gli altri.

Ovviamente le scelte politiche mi hanno fatto fare dei percorsi, strade che mi hanno portato a dover pagare dei prezzi con la legge, sono cose che oggi, forse, non rifarei, ma che in quegli anni mi sembrava giusto fare.

Io credo che la legalità non esista, ma sono convinto che esiste la giustizia, mi da fastidio che quando si parla degli anni settanta venga ricordato solo il piombo e i morti ammazzati, in quegli anni c’erano fermenti che erano fantastici, il femminismo, le lotte sindacali, e perché no, il dadaismo e tanta creatività, tutte cose che ancora oggi ne traiamo beneficio.

Benché non fossi studente però riuscivo a ricavarmi degli spazi, per qualcuno ero leader, in effetti cercavo solo di dare un contributo, con le mie idee e le mie azioni a migliorare la vita mia e degli altri.

Ancora oggi mi sono conservato in quei principi, se ne parla poco, ma uno dei maggiori cardini della vita di ogni uomo e donna è la conquista della felicità, e non parlo della felicità che ti può portare il denaro, per me i soldi sono la distruzione di tutti i valori, la vera felicità è altra cosa, è parlare, essere amati, compresi, potere sorridere senza pensieri.

Infine c’è stata la -presa di Santa Fede- ove è nato più che un centro sociale un luogo di aggregazione, di incontro, ove è possibile fare cose assolutamente normali.

Il segreto di Santa Fede è che non siamo andati in una struttura, averla occupata e praticato le nostre attività, noi prima eravamo un comitato di quartiere ben radicato nel territorio, e quando siamo entrati in quell’edificio abbandonato, per renderlo praticabile abbiamo speso mesi di lavoro, ecco quella è la felicità, avere speso tanto tempo per fare una cosa bella insieme.

Su Santa Fede ho investito tanto, moltissimo, ma se devo dirla tutta non ho paura che un giorno mi venga tolta, farò qualcos’altro, questo è sicuro, non mi fermerò mai.

Noi, e parlo di tutti i frequentatori di Santa Fede, siamo gli unici, credo, a non avere accettato l’idea di una delibera del Consiglio Comunale, non né abbiamo bisogno, le nostre storie non andavano certificate da una carta bollata, abbiamo creato un luogo ove si fa musica teatro, sperimentazione e altre cose, non abbiamo ingressi a pagamento, se chi viene lascia un contributo che ci possa far crescere e migliorare bene, altrimenti è comunque il benvenuto, se poi devo raccontarla tutta, credo che la delibera sui beni comuni sia una sola e al tempo stesso una trappola.

Certo, anche io vivo di rapporti con la politica, e ho creato una buona sinergia con il consigliere De Stasio della mia Municipalità, ammetto che oltre ad essermi amico mi ha sempre accordato la sua disponibilità, ma per il resto, della politica ho una mia opinione, ho votato in vita mia solo due volte, la prima per il Manifesto quando candidò Pietro Valpreda, anarchico in galera solo per sospetto, la seconda per il Partito radicale quando diedi la preferenza a Tony Negri.

Non ho avuto molti amori, anzi…ma credo che la mia storia con Anna (Troise, regista teatrale, ndr) mi abbia arricchito molto, dopo tanti anni sapere che quella storia d’amore che cominciò nel 1976,  si che mi ha formato e forgiato, siamo amici, complici, amanti, e ci amiamo perché abbiamo delle profonde diversità, Io e Anna siamo stati complementari appunto grazie alle nostre profonde diversità, credo che le diversità rafforzino una coppia, e io e lei ancora oggi siamo forti, nonostante siamo, io diciamo anarchico, lei buddista. Grazie ad Anna io ho ho imparato a convivere con le diversità, ma perché le diversità sono una ricchezza.

Parlare di Napoli è difficile, del suo Sindaco ancora di più, si è vero, i suoi atteggiamenti, sopratutto riguardo a noi sono stati apprezzabili, ma altre cose non mi convincono, ancora oggi sono stato impegnato in un picchetto per impedire uno sgombero ai danni di una donna di 84 anni, poi sento spesso parlare della città dell’accoglienza, io non so bene in che, il fatto d’importare immigrati e rom, e diseredati di ogni specie sempre in quartieri di per se già difficili mi lascia l’amaro in bocca, verifico ogni giorno che la politica sulla povertà in questa città è nulla, inesistente, mi sembra la storia di quando arriva il freddo, allora ecco l’emergenza aprendo le metropolitane, lasciando dormire quei poveri cristi per terra, senza coperte e conforto, ma perché d’inverno il freddo è un’emergenza? Non si sa che prima o poi arriva?

E per finire dirò che le periferie, abbandonate al loro destino sono delle bombe che prima o poi possono esplodere, ci costringono ad assistere ad una ignobile guerra dei poveri, si, credo che nelle periferie  stiano creando ad arte delle palestre per la guerra dei poveri.

Questi sono i veri problemi, mica Salvini, io ad esempio non ho partecipato alle manifestazioni contro il suo arrivo a Napoli, ma che m’importa di Salvini e dei fascisti che fanno il saluto romano? Le vere emergenze sono altrove, visibili a tutti.

Non per fare qualunquismo, ma la battaglia è contro la povertà, la fame e la miseria, ma perché gli ultimi non li mandano al Vomero o a Posillipo? Allora si che si farebbe davvero integrazione.

La camorra? Ma cos’è davvero la camorra? Ma esisterebbe se non ci fosse la politica di mezzo con i suoi traccheggiamenti e abboccamenti? Poi la camorra è nella testa dei cittadini, è un problema culturale, se vado ai Pellegrini e ho un’amicizia allora posso sperare di risolvere un problema medico presto invece che in un paio di mesi come normalmente avviene,, non è camorra anche questa? passare avanti senza diritto non è camorra?

Non rieco ad immaginare come sarà Napoli, però ho un sogno, un desiderio, che mia figlia per lavorare non sia costretta a far le valigie e andare via lontano da me, la vorrei sempre con me per potere restare padre e nonno.

Ora devo andare, ho da preparare 200 polpette per Venerdì!

 

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