47 Il risparmio “morto” (di chi la colpa)

E’ di questi giorni l’ennesima notizia di risparmiatori che avendo affidato parte o tutti i loro risparmi alla banca di “fiducia” si sono accorti che quanto avevano messo da parte con sacrifici più o meno grandi NON C’ERA PIU’

Rispamio sparito, volatilizzato, morto (morto appunto – in quanto c’è stato anche chi avendo visto morire il suo gruzzoletto non ha sopportato di sopravvivergli e si è tolto la vita).

Sto parlando del fallimento delle quattro banche ( i cui nomi non voglio neanche elencare dato che da quando è successo il fatto tutti i mezzi di “informazione” ne stanno trattando ampiamente ed a sproposito – dico – NON AVENDO IN PRECEDENZA SENTITO L’ESIGENZA DI FARE VERAMENTE IL LORO DOVERE – cioè informare e divulgare – dare conoscenza (in sintesi fare cultura). A Napoli c’è il detto delle “porte di ferro … messe dopo il furto subito” e questo è successo per l’ennesima volta.

Ma si sa che nel nostro Paese certi argomenti (soprattutto quelli economici) non hanno appeal – si preferisce spettegolare, o discutere vanamente di questioni banali – salvo poi scoprire che i temi economici in senso ampio impattano sulla vita quotidiana di tutti noi.

risparmio 3Nelle classifiche di organismi internazionali che fanno statistiche sulla “cultura finanziaria” dei cittadini di molti stati – noi risultiamo ad esempio tra gli ultimi in ambito UE. Sia chiaro che quando si parla di “cultura finanziaria” non stiamo parlando di avere una laurea in economia, ma facciamo riferimento a delle conoscenze molto “basiche” che consistono nel leggere un estratto conto, o avere un minimo di nozioni di matematica. Questo fa il paio con l’efficienza e la qualità del nostro sistema scolastico e di istruzione universitaria che non è proprio ai primi posto del ranking mondiale. Se questa è la situazione figuriamoci se possiamo pensare che siano di comprensione comune cose come “azioni”, o peggio ancora “OBBLIGAZIONI SUBORDINATE”.

Queste ultime sono state “quelle mostruose creature” che hanno divorato e distrutto i risparmi dei clienti delle quattro banche in dissesto. Nel gergo comune essere subordinati, penso non piaccia a nessuno. E allora perché questa naturale antipatia non vale quando si acquistano obbligazioni subordinate? Ma poi subordinate a chi, a che? Se almeno ci ponessimo delle domande, se si fosse un po’ curiosi nel senso buono del termine, eviteremmo guai grossi. Ma l’essere umano è strano e lo “zio paperone” che è in noi, sommato all’ignoranza, ci fa credere che il tasso alto che ci stanno proponendo non sia l’altra faccia di un rischio che non vogliamo sapere – (o che non ci viene illustrato). Risultato: miliardi volatilizzati. Deficit a volte irreparabile per le nostre finanze ed il nostro patrimonio.

DEFICIT” (termine economico) appunto e rileviamo così che ne abbiamo uno enorme in materia di “economic/financial literacy” – come dicono i report internazionali – tradotto in italiano di conoscenza/cultura economico/finanziaria. D’altro canto siamo il Paese che annovera tra le tre categorie prevalenti – secondo il detto popolare –“ i poeti” … quindi che vuoi che ce ne importi della “fredda economia”.

Piggy Bank --- Image by © Radius Images/Corbis

Invece ce ne deve importare perché è quella che affrontiamo tutti i giorni quando consumiamo, quando programmiamo l’acquisto di una casa per noi o per i nostri figli, quando prendiamo decisioni legate all’istruzione ed alle future scelte professionali, quando cerchiamo di mettere da parte qualcosa che possa servire a noi ed ai nostri cari in un secondo momento – cioè il risparmio che in termini economici viene definito “consumo differito”. Il risparmio è considerato così importante da essere tutelato nella nostra costituzione all’art 47 – che invito tutti a leggere.

Quindi si tratta di un argomento che attiene ai diritti fondamentali come quelli dell’uguaglianza, del diritto allo studio ecc. La naturale conseguenza del dettato costituzionale sarebbe di attuarlo attraverso le leggi. Ma “che te lo dico a fare” come ama esprimersi il gangster di un film con Al Pacino, il dettato costituzionale nel nostro paese resta lettera morta.

Faccio una parentesi per alleggerire: 47 (che è il numero dell’art della costituzione sul risparmio) nella smorfia napoletana fa “il morto” – mentre 48 fa il “morto che parla”. In sintesi il risparmio è un morto che non ha nemmeno la parola – quindi ha veramente difficoltà a farsi considerare (e di morti che non parlano ne ricordiamo tanti: i bond argentini, i bond Cirio, quelli Parmalat e così via.) Tutti questi sono stati la sommatoria di un mix di ignoranza/avidità in chi li ha comprati, e mancanza di professionalità/malafede in chi li ha venduti.

Il risultato è stato: miliardi di euro andati in fumo, spariti, volatilizzati – morti senza nemmeno la parola “47” appunto. Se invece il legislatore nel sistema scolastico avesse previsto (e quando lo farà sarà sempre troppo tardi) di insegnare anche un minimo di rudimenti in campo economico/finanziario sono certo che tutto questo si sarebbe potuto evitare. Almeno avremmo scongiurato gesti estremi, da parte di risparmiatori che avendo avuto consapevolezza di ciò che avevano acquistato, sarebbero stati disposti ad accettare meglio le perdite a cui andavano incontro – senza fare sempre la figura degli “sprovveduti” VERI O DI COMODO.

risparmioQuanto sopra per trattare il tema del “risparmio tradito” attraverso una lente diversa. Non significa assolutamente che il disastro attuale e quelli passati sono esclusivamente colpa di risparmiatori ignoranti ed avidi, vuol dire solo che le loro colpe si vanno ad aggiungere a quelle (ampiamente conosciute e sbandierate ai quattro venti) di un sistema che manca di semplicità, di chiarezza, di professionalità quando si propongono gli investimenti (in qualsiasi campo sia esso finanziario, immobiliare ecc.).

Ed ho voluto parlare di mancanza di professionalità ma qualche volta c’è anche di malafede. Sommiamoci che la tutela dei risparmiatori non è proprio al TOP nel nostro Paese, e ti rendi conto che da questa miscela micidiale è difficile non produrre qualcosa che scoppi e faccia il “morto” – 47 quello che non ha nemmeno la parola. Per cui a mio avviso è sempre meglio informarsi bene, “guardarsi il proprio”, perché nessun risparmiatore si potrà tutelare meglio di se stesso. Eviteremmo anche di essere preda di fenomeni di panico ingiustificato – che pure di danno ne fanno tanto. Insomma dobbiamo accettare che il mondo è cambiato, che la responsabilità è individuale prima di tutto, dobbiamo spendere del tempo per leggere ed informarci, prendere coscienza della realtà (almeno se non riteniamo – o non preferiamo – restare sempre bambini (ai quali è facile raccontare le favole).

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