Quel Festival che inventò Lucio Dalla

Era una sera del 1971, emozionato e ben cosciente di regalare al mondo una canzone storica, Dalla creò il suo mito

Un violinista dall’aspetto anarchico accompagnava un Lucio Dalla molto emozionato , e semplicemente vestito, un pantalone che sembrava molto più ampio della sua misura e una camicia ricamata di bianco.

Era un palco che Dalla conosceva bene, già altre volte aveva partecipato e senza tanto rumore, ma quel suo vestito, per nulla elegante e quel berretto con visiera sembravano volersi prendere sberleffi del pubblico, Dalla sembrava andare incontro ad un flop

Ma all’attacco del violinista si capì subito che quella canzone sarebbe entrata nel gruppo delle sempreverdi, come Che Sarà, o Una lacrima sul viso, Volare e tante altre che, grazie a San Remo, sono diventate canzoni di consumo popolare.

La canzone piacque molto alla commissione che sceglieva le migliori 24 che avrebbero avuto l’onore di partecipare al festival, ma aveva molte cose stonate nel testo, a cominciare da Gesù bambino, primo titolo di quella canzone, per continuare con parole come ladri, puttane e altre che ne fecero il testo, a giudizio della commissione,  improponibile.

4 marzo 1943 apparve subito una canzone immensamente bella, sembra che lo stesso autore al termine di ogni esecuzione piangesse.4 marzo 43

Ma i giudici a tambur battente chiamarono Dalla e gli chiesero di cambiare il testo, lui, senza farselo ripetere due volte accettò e lo modificò in una direzione più perbenista, fu una scelta intelligente, perché in quegli anni partecipare a San Remo era come essere nella cinquina degli Oscar.

Una volta sul palco tutte le polemiche che stavano per nascere vennero spente, faceva tenerezza sapere e ascoltare le emozioni di un figlio di una ragazza madre di sedici anni, e per tutta la notte la gente si chiedeva se quella canzone fosse autobiografica, non lo era, ma non fu gridato ai quattro venti, non conveniva e non occorreva.

Di quella canzone piacque tutto, la melodia del violino che suonava dolce mentre tutti gli altri strumenti erano fermi, e la stessa voce di Dalla appariva come un dono naturale da condividere con il mondo intero.

lucio-dalla

Subito dopo la prima esibizione la canzone era fischiettata e cantata da tutti,  e il sabato la sopresa che quella canzone sacrilega, che parlava di ragazza madre, di figlio che frequentava i bassifondi del porto, e soprattutto di Gesù bambino, arrivò terza, e non ci sarebbe stato nulla di scandaloso se a vincere fosse stata lei.

Una canzone stupenda, cantata da tutti, dai ragazzi con la chitarra nei parchi e nelle gite, ai più grandi interpreti e, così nacque il mito di un uomo che è entrato nella storia dei cantanti più amati del Paese.

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