27Gennaio: Shoah

Una poesia di Pino De Stasio per il "giorno della memoria"

Shoah

come potrei abbandonare lo sguardo

e quei segni duri

che con labbra scarne fissano il punto d’ orizzonte elettronico

sempre perfetto

e gli occhi di nero castagno che  affondano qui sulla lavagna

che scrive d’Amore

e le distanze che opprimono lontane passioni di lingue

e salive

acque

rifugio di sali contenuti bocconi

mai prese d’istinti

ma solo immagini che di colori

le tavolozze riempiono

triangoli rosa cuciti

su stoffe

divise

rigidi spazi la notte

gli aliti accanto

lettighe dei martiri

e di colori neri le Lesbiche

vicino le morti

noi morti

nascoste le anche e i ginocchi

per timidezza

in quei campi in silenzio

ancor oggi

con forni freddi capsule nere

contenitore di anime

gridano

Pino De Stasio

Sono un blogger, attivista politico, ascoltatore di musica antica e contemporanea, pacifista
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