25 NOVEMBRE. LIBERTÀ, UGUAGLIANZA, SORORITÀ DA PARIGI

Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne : "Femminista non è una parolaccia".

Oggi, 25 novembre, si svolge la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. È stata istituita dalle Nazione Unite, la scelta del giorno si è fatta su proposta della Repubblica Dominicana per ricordare l’assassinio politico nel 1960 di tre sorelle, Minerva, Patria e Maria Teresa Mirabal, attiviste contro la dittatura di destra estrema di Rafael Leónidas Trujillo.
Già erano state arrestate e torturate in prigione parecchie volte, furono finalmente uccise nel 1960 per i servizi segreti a manganellate, per ordine del dittatore, in un posto deserto dell’isola per fare credere ad un’aggressione ma poi ci sono state le prove, pure una confessione.

Il 25 novembre segna l’inizio di 16 giorni di attivismo, una campagna “Tutti uniti per porre fine alla violenza contro le donne”, simbolicamente fino al 10 dicembre, 150 anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani ( non più del Uomo ! ).

Ecco la convocazione di Non Una Di Meno in Italia : “24 novembre Corteo Nazionale, 25 novembre Assemblea contro la violenza maschile sulle donne.”  Più chiaro di così !  Lo stesso in Spagna, senza ambiguità c’è stata una marcia di protesta contro la violenza “machista”, maschilista. In Francia invece si parlava di corteo contro “le violenze sessiste e sessuali”. Anche se “Noi tutte”,  meglio di #Metoo, al meno un più solidale.  Eh no, scusate, io  il 24 o 25 dicembre, scendo in piazza contro la violenza sulle DONNE, scendo e scenderò in piazza contro l’omofobia, contro la transfobia e contro altre discriminazione sempre. Ma mi sto stancando, anzi mi sono stufata di tutti questi tentativi volontari o inconsci di sminuire o cancellare la lotta per le DONNE.  Scendo contro “le violenze” sulle donne, per l’esattezza, perché la violenza non è soltanto sessuale, è fisica, è psicologica, è  lavorativa, è sociale, ecc.

Le violenze contro le donne per causa di una discriminazione millenaria per il fatto di essere donna (il che per il patriarcato vale a dire che ha organi sessuali femminili constatati alla nascita e segnati allo stato civile, non c’è altro criterio) fin dalla notte dei tempi, è un argomento in sé stesso, non va sepolto in un insieme globalizzante, cioè  l’anti sessismo, né è un argomento simile, parallelo o paragonabile all’omofobia. Perché varrebbe a negare la specificità del problema. Infatti una donna omosessuale soffre una doppia discriminazione.
Ma anche la sua grandissima globalità perché se si distruggesse il patriarcato, alla radice del capitalismo e del potere, altre discriminazioni sparirebbero probabilmente. Non si può negare che sia un problema di fondo. Perciò sono anti-sessista (o anti-maschilista), in francese si dice anti-sexiste, E femminista.

Contro le violenze sulle donne, Femministi ! Viale degli Italiani

Quindi sono andata a Parigi con el mio cartello artigianale, confezionato nel treno con due adesivi della Fédération Anarchiste e la scritta “Contre les violences faites aux femmes, Féministes !”  

Avevamo un appuntamento davanti al teatro dell’Opera con le compagne e i compagni della Federazione Anarchica francofona. Prima abbiamo fatto un panino, dolce e caffè.  Il posto era un po’ più affollato del solito e tre donne anziane sedute in un tavolo per godersi il sabato pomeriggio nei grandi magazzini ci hanno chiesto molto gentilmente, “ma siete venuti per i giubbotti gialli ?”    “No, siamo qui per il corteo contro le violenze sulle donne”, ho risposto.
In quel momento, le tre donne si sono meravigliate e il mio compagno ha dovuto dare le cifre di morte sia in Francia sia a livello mondiale, erano proprio allibite.
Ma in quel preciso momento anche, la cameriera, una ragazza africana giovanissima si gira verso di me e mi dice con meraviglia “Ma proprio TUTTE le violenze ?” E rispondo : Sì proprio tutte perché sono tante”. Ho sentito com’era importante, bello e nuovo per lei.  È stato un attimo fuggente così forte !

Il corteo è sempre molto partecipato a Parigi ma questo anno, lo era molto di più. Si contraddistingue per l’originalità dei cartelli, sopratutto a Parigi ma l’ho visto anche a Roma nei cortei femministi. C’è tutta questa gioia splendente che rivela liberazione, dell’angoscia, dalla paura, che rivela liberazione delle energie, della rabbia contenuta e un’esplosione di libertà. Anche la fine dei tabù, all’improvviso una donna ha gridato, “Abasso il maschilismo pure nel mio sindacato …!” (il cui nome non dirò ma è ben noto e sono ben noti questi suoi atteggiamenti vergognosi). E tanti canti, tra i quali l’inno delle donne : “Il momento della rabbia, Donne, / Il nostro momento è arrivato,/Conosciamo la nostra forza, Donne, /Scopriamoci migliaia. / Alziamoci Donne schiave / E spezziamo le nostre catene / In piedi! In piedi! In piedi!”

Qualche slogan  : “Féministe n’est pas un gros mot” : Femminista non è una parolaccia. “Ras le viol” : Basta con lo stupro.”24.11 : la rue est à nous toutes” : La strada appartiene a noi tutte. “Une femme n’est jamais responsable des violences qu’elle subit. Jamais” : Una donna non è mai la causa delle violenze che subisce. Mai.  “Nous toutes” : Tutte noi.  “Le féminisme sera dépassé quand le machisme sera trépassé” :  Il femminismo finirà quando il patriarcato sparirà. “Dégommons le patriarcat”:  Distruggiamo il patriarcato. “Justice pour toutes.
La révolution sera féministe” : Giustizia per tutte. La rivoluzione sarà feminista.  “Plus il y a d’ego, moins il y a d’égaux” : Più c’è protagonismo, meno ci sono uguali. “Le mythe de la virilité tue”: il mito della virilità uccide. “Arrêtons de banaliser et tolérer la violence” : Smettiamola di banalizzare e tollerare la violenza.

Sul percorso il nostro striscione è stato molto fotografato. Abbiamo gridato “Anarchici, femministi!”
Quando siamo arrivati Piazza de la République, un compagno ci ha mostrato sul cellulare le barricate in Campi Elisi inviate dal suo amico Georges. (È sua questa foto dei giubbotti gialli a sinistra. Le foto della manifestazione femminista invece sono mie).  Non parlare di barricate a un anarchico però, la tentazione è stata grande, stavano pure strappando i sampietrini ! 
Ma guardate bene la foto della barricata dei Campi Elisi che ho trovato sul sito pubblico di informazione France Info oggi, vi vedete il negazionista antisemita e razzista Ryssen del quale vi parlavo ieri… 
 
Non c’è dubbio : ero ed eravamo tutt* noi, invece, proprio dove volevamo stare il 24 novembre a Parigi : tra Opéra e République !

 

Monica Jornet

Da famiglia spagnola, Laureata in Letteratura e Lingua spagnola alla Sorbona. Socia del Collège de Pataphysique. Vive tra Napoli (rione Sanità) e la Francia. Gruppo Errico Malatesta - FAI - Napoli. Groupe Gaston Couté de la Fédération Anarchiste. Incaricata delle Editions du Monde Libertaire. Libertà e arte come valori supremi.
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