25 APRILE, IL GIORNO PIU’ BELLO

COMMEMORAZIONE DELLA GIORNATA CHE HA MESSO LA PAROLA FINE A UN VENTENNIO DI SOPRUSI, OMICIDI E SOPRAFFAZIONI, COME SARA' A NAPOLI. INTERVENTO DI CHICCO VOLPE

È una data che da anni, da quando le destre hanno alzato la testa dai loro ritrovi abituali, si sta cercando di cancellare, di minimizzarla, ma il 25 Aprile è una festa per gli italiani particolarmente significativa, la vittoria contro il male assoluto del periodo nazifascista in Italia, un periodo lacerato di abusi e soprusi, da fucilazioni, da occupazioni e torture, dalla caccia all’ebreo attraverso le leggi razziali, a chiunque si permetteva di contrastare le politiche assassine di tedeschi affamati di odio e principi antistorici, alle politiche distruttive dei fasci che portarono la follia di un uomo che ha mandato a morire ragazzi, anziani, bammbini e donne, tutte le famiglie italiane sono state colpite dalla tragedia nazifascista. Un uomo che ha drogato un Paese dichiarando guerra a Inghilterra e Francia e di riflesso a mezzo mondo. Solo un pazzo megalomane e assassino poteva pensare di vincere una guerra contro eserciti forti e risoluti.

Il 25 Aprile è la data della memoria, la vittoria sulla follia accecata di un regime che sopprimeva con olio di ricino e torture coloro che lottavano per un Paese in pace e senza voglia di espansione e colonialismo.

Oggi il 25 Aprile è ancora sotto attacco, ma nonostante tutti i tentativi è ancora li, presente in chi è giovane e vuole condividere la storia di questo Paese, agli anziani, come Gennaro di Paola, uno degli ultimi Partigini, iscritto all’ANPI, e che domani come ogni anno presenzierà alla cerimonia commemorativa di Piazza Carità, con deposizione della corona di alloro accanto il monumento di Salvo d’Acquisto.

Ma come sarà il 25 Aprile a Napoli?

Diverse le manifestazionio, da quella cosiddetta istituzionale che si terrà a piazza Carità e si concluderà al Maschio Angioino, a quello di Piazza del Gesù organizzato dalla rete antirazzista, ove ci saranno incontri e spazi per i più piccoli, a quella organizzata dall’EX OPG Occupato – Je so’ Pazzo e Potere al Popolo che avrà luogo a Piazza Prinicipe Umberto, che ha l’intento di occupare una zona nevralgica come il Vasto, da mesi sotto i riflettori, un presidio fatto di dibattiti e musica con un’ Assemblea plenaria del Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli aperta a tutto il quartiere. Un’altra importante manifestazione si terrà da Piazza Cavour alle 14 organizzata da Coordinamento Napoli Palestina, Rete Kurdistan di Napoli e Napoli Senza Confini.

E questa giornata è Illustrata da Chicco Volpe del collettivo dello “Sgarrupato”.

“La manifestazione di questo 25 Aprile 2019 sarà incentrata contro le ingiustizie che si compiono ovunque, pertanto ci occuperemo di Palestina, di Kurdistan e di Öcalan, e di quello che a Napoli è una piaga antica, il diritto all’abitare, oltre le altre assurdità di questa epoca buia, la xenofobia e l’omofobia su tutti. Sarà una manifestazione ricca e versatile, con momenti di raccoglimento e riflessione.

La manifestazione prenderà il via da Piazza Cavour, alle ore 14 dove verrà piantato il primo ulivo dedicato alla diaspora palestinese, accanto all’ulivo sarà messa una targa in memoria di un martire palestinese, così come avverrà a Piazza Bellini, e a Montesanto, il corteo, (che sarà accompagnato dalla musica delle Murghe) cui auguriamo una larga partecipazione si snoderà per il centro storico, da Piazza Cavour, Piazza Bellini,  passeremo per Piazza Dante e un’altra tappa a Montesanto, dove sarà piantato il terzo ulivo.

Al termine di questo percorso andremo al Parco dei Ventaglieri dove vivremo un pomeriggio fatto di discussioni e progetti, e momenti ludici, tornei di calcetto, spazio giochi per bambini, e molta musica. Stands, videoproiezioni, workshops, iniziative per bambini col Mammut, musica, torneo di calcetto per ragazzi/e ed esibizione delle palestre popolari, lettere dalla Resistenza Palestinese, un installazione in memoria di Lorenzo Orsetti “Orso”, partigiano dei nostri giorni.
Musica fino a sera.

Da più parti sento dire che sarebbe stato più bello fare una manifestazione che coinvolgesse tutte le forze popolari in campo, ma questo non significa che tra noi non ci sia unità, anzi. L’unità c’è, e la misuriamo quotidianamente, la realtà è che ognuno dei nostri gruppi o collettivi sente rispetto ad altri delle priorità differenti, ma tutti lottiamo per le stesse istanze, e per forza di cose verrà un giorno che dovremmo comunque confrontarci, quando vinceremo dovremo ragionare tutti assieme, ma oggi posso certificare che tra noi l’unità c’è.

È comunque importante che se anche con piazze diverse ci sia la motivazione a celebrare il 25 Aprile, e da tutti l’obiettivo è lo stesso, fermare l’avanzata xenofoba e la dittatura che lentamente si sta impossessando di questo Paese.

Noi abbiamo il dovere di provare a fermare questa destra eversiva, che invece di preoccuparsi della situazione economica, si preoccupa di spargere paura nei poveri o immigrati, noi dobbiamo fermare questa avanzata che di fatto sta facendo si che ormai ogni giorno c’è qualche aggressione ai danni degli ultimi. Io credo che non è perché non abbiamo avuto la capacità di organizzare una manifestazione unitaria, il movimento sia diviso, inoltre credo che a volte delle divisioni servono per crescere e confrontarsi.

Quello del lavoro è un diritto, e noi desideriamo batterci per sciogliere i nodi del diritto.

É una giornata importante che parte dal martirio dei partigiani e soprattutto dalla loro vittoria. Se oggi siamo messi meglio del ventennio fascista, è anche grazie a loro; da quel 25 Aprile del 1945 è cominciato tutto e le lotte che rappresenteremo domani continuano su quella traccia indelebile che ha costruito il nostro movimento”.

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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