“1969: QUANDO GLI OPERAI HANNO ROVESCIATO IL MONDO”

E’ il titolo del libro di Paolo Ferrero – Vice-Presidente del Partito della Sinistra Europea e dirigente storico di Rifondazione Comunista – edito dalla Derive/Approdi e che ieri pomeriggio è stato presentato a Pomigliano d’Arco alla sua presenza

Si è trattato di un interessante momento di confronto e riflessione dove il clima da “combattenti e reduci” è stato subito scongiurato da continui richiami all’attualità.

L’iniziativa può dirsi riuscita sia sotto il profilo della partecipazione che sotto quello della qualità del dibattito, “obbligatoria” la presenza negli interventi di quadri e delegati sindacali di quel periodo che hanno compreso appieno lo spirito del libro dove c’è un largo spazio alle testimonianze dirette di avanguardie di lotta dell’autunno caldo.

Più nello specifico, l’incontro è stato aperto da Carmela Cantone del circolo PRC locale che, oltre ai ringraziamenti di rito, ha spiegato comela scelta di Pomigliano non siastata per nulla  casuale data la storia e composizione operaia della città;

successivamente, la parola è andata all’Autore che in circa 30 minuti ha provato a sintetizzare un libro di oltre 280 pagine facendo dei parallelismi con la situazione attuale per vari aspetti pre-1969 dato l’arretramento subito nel campo dei diritti negli ultimi 20 anni.

A questo punto, gli interventi dei quadri e delegati sindacali presenti  che hanno aperto degli squarci sull’autunno caldo “pomiglianese” riequilibrando, così, un libro prevalentemente “nordico” date le origini torinesi dell’Autore; questo, infatti, il senso degli interventi di Mattia Montanile e Antonio Grieco, (collaboratore del Blog CantoLibre) figure storiche delle lotte di quel periodo, che hanno portato esempi significativi della propria esperienza come la lotta all’Alfa Romeo per abolire la distinzione di classe anche a livello di mensa (una per i dirigenti, una per gli impiegati e una per gli operai) o momenti importanti della propria formazione politico-sindacale , come emigranti napoletani in una Torino fortemente meridionalizzata (l’assemblea al Teatro Alfieri alla presenza di Marcuse).

Prima della parte finale degli interventi, con i contributi di Vincenzo De Vincenzo dell’USB e Rosario Rappa della FIOM-CGIL, è stata la volta di Angelo De Falco del gruppo operaio E Zezi noti per la rappresentazione artistica di lotte e cultura popolare.

I contributi dei due sindacalisti si sono soffermati sia sulle oggettive difficoltà di seguire in Italia il pur importante esempio francese e sia su  aspetti della propria esperienza personale citando la militanza in gruppi della sinistra rivoluzionaria di quel periodo.

Le conclusioni sono toccate a Rosario Marra segretario provinciale del PRC che ha scelto di fare pochi riferimenti diretti al libro in discussione per evitare ripetizioni e si è, invece, soffermato su una coincidenza editoriale dal profondo significato politico: nel medesimo periodo (fine 2019) in cui è uscito il libro di Ferrero c’è stata l’uscita anche di un libro del Segretario Nazionale della FIM-CISL Marco Bentivogli.

Le due pubblicazioni sono state portate come esempio di due concezioni opposte del rapportarsi alle lotte operaie: il libro di Ferrero che valorizza la critica di massa alla gerarchia di fabbrica, alle divisioni tra operai del Nord e del Sud, quello di Bentivogli, invece, una mera propaganda del modello Fiat/FCA ossia di un’esperienza che incerti momenti è stata altamente divisiva tra lavoratori e OO.SS

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