19 luglio 1936, I Salud y anarquía! Il sogno ugualitario

Oggi anniversario della rivoluzione spagnola, un sogno infranto dal fascismo e dallo stalinismo ma sempre attuale

Il colpo di Stato fascista del 18 luglio 1936 colpì una Spagna non impreparata, anzi. La CNT, il sindacato anarchico, era il primo per il numero i aderenti  e si preparava da decenni (fu fondata nel 1910 prima ancora della Federazione Anarchica Iberica del 1927) con scioperi operai e occupazioni dei braccianti senza terra, quindi rispose il giorno dopo lanciando la rivoluzione sociale.

A differenza dei comunisti, gli anarchici non volevano vincere prima la guerra e fare dopo la rivoluzione, la fecero subito con le collettivizzazioni di terre e fabbriche e al contempo partecipavano al fronte, avendo pure la propria formazione miliziana, la colonna Durruti.

La CNT era l’unico sindacato rivoluzionario del mondo. Il suo programma e la sua prassi consistevano nel condurre fino alla vittoria definitiva la guerra aperta, permanente, dei lavoratori salariati contro il capitale.

Nel 1936, la CNT, con un milione di organizzati, aveva un unico funzionario pagato !  Non esisteva alcun apparato burocratico. […] Questo è tutt’altro che un dettaglio insignificante e costituisce anzi una motivazione decisiva del fatto che la CNT non abbia mai generato ‘capi operai’ isolati dalle masse, con i tradizionali e inevitabili deformazioni del governo di capoccia. : Hans Magnus Enzensberger (La breve estate dell’anarchia).

Breve di sicuro perché questa bellissima esperienza di collettivizzazione finì per due ragioni, ovviamente per la sconfitta militare della II Repubblica spagnola contro l’esercito di Francisco Franco (e nei mesi precedenti lo sforzo immane di fornire al fronte combattenti, mezzi e viveri) e per la volontà egemonica del Partito Comunista spagnolo assieme alla  depurazione ordinata da Stalin (così tra l’altro fu eliminato l’anarchico italiano Camilo Berneri a maggio 1937 a Barcellona). Breve ma proficuo comunque, perché è diventata pure un modello in quanto non fu un fallimento bensì un successo economico sia per l’industria che per l’ agricoltura. Successo politico e sociale anche poiché il “sogno ugualitario” degli anarchici diventò un’utopia realizzabile ed un punto di riferimento fino a oggi per costruire dal basso : esperienze autogestite, per consenso e senza salariato.

L’esperienza si svolse in modo esteso soprattutto in Catalogna per l’industria e nell’Aragona per l’agricoltura ma ci fu dappertutto, Valencia, Andalusia, Castiglia, una rivoluzione aldilà della lotta in corso fascismo – antifascismo, totalitarismo – democrazia, per costruire un’altra società di liberi e uguali hic et nunc. Questi erano contadini, operai, donne e uomini, che per la prima volta in vita loro non soltanto non erano sfruttati ma dibattevano e decidevano del proprio destino.

Come iniziò il processo rivoluzionario ?

La Repubblica vinse anche grazie agli anarchici che non fecero appello all’astensione nelle elezioni municipali del 1931 che cacciarono dal trono Alfonso XIII (che peraltro aveva accettato il governo del dittatore Miguel Primo di Rivera, padre di José Antonio, fondatore di Falange Española nel 1933, l’ideologo del fascismo spagnolo ed eroe del franchismo fucilato a novembre del 1936, semmai qualcuno avesse qualche nostalgia riguardo ai Borboni).

Ma il modello democratico era stato una delusione malgrado i passi avanti in materia di diritti fondamentali come la laicità dello Stato, il voto femminile, l’educazione mista e laica, il matrimonio civile e il divorzio. C’erano quindi azioni rivoluzionarie contro la timidezza della riforma agraria del governo parlamentare di sinistra piccolo borghese del 1931 ma poi anche contro la durissima repressione del governo parlamentare di destra del 33 contro la rivoluzione delle miniere delle Asturie del 1934, il quale inviò addirittura l’esercito comandato dal Generale Franco.

Nel 1931, il Governo repubblicano decretò pure lo stato di urgenza contro lo sciopero generale della CNT a Siviglia, vietò il primo maggio del 1932 e inviò tanti anarchici ai confini (Guinea Equatoriale, colonia spagnola). Ciononostante, nel 1933, la CNT (assieme alla FAI) controllava le campagne dell’ Andalusia e in vari paesini si proclamò il comunismo libertario : occupazione del Comune, rogo dei registri della Proprietà e a volte dell’anagrafe. Nel 1932, ci fu lo scandalo epocale di Casas Viejas (Andalusia) dove le forze dell’ordine uccisero tutti gli occupanti di un casale, fu condannato un capitano ma non si stabilì la responsabilità del Presidente Manuel Azaña.

Al contempo, c’erano tantissimi tentativi insurrezionali operati dalla destra dominante nell’Esercito che voleva farla finita coi progetti di autonomia delle regioni, con l’anticlericalismo repubblicano e con l’educazione laica oltre a difendere le immense proprietà agrarie della Chiesa, dell’aristocrazia e della borghesia.

Nel 1936, gli anarchici non fecero un appello all’astensione per ottenere lo scarceramento dei loro prigionieri politici e vinse il Fronte Popolare (PSOE- PCE- ERC – POUM ed altri) deciso dal VII Congresso dell’Internazionale Comunista a Mosca nel 1935. La radicalizzazione fu palese in ambi campi, incendio di chiese e assassini di preti, generali golpisti furono inviati ai confini tra cui Franco alle isole Canarie. Il colpo di Stato dei generali Franco, Mola e Goded che doveva imporre il fascismo velocemente il 18 luglio 1936 trovò una risposta popolare così forte da generare una resistenza di tre anni fine alla vittoria fascista di aprile 1939.

Come fu possibile l’instaurazione di una nuova società dal basso ?

Si sapeva l’obiettivo e si inventò il cammino secondo le situazioni : a maggio 1936,  l’ultimo Congresso della CNT aveva adottato una mozione sulle forme di organizzazione economica, sociale, culturale di una futura società senza classi e senza Stato.

Dopo il colpo di Stato, gli antifascisti non avevano più praticamente esercito né strutture statali quindi la trasformazione da una società gerarchizzata e istituzionale in una società orizzontale e dal basso fu in tante località immediata con costituzione di comitati, non c’era più nemmeno amministrazione comunale. Lo Stato era crollato. Fu anche facilitato perché la CNT era ben radicata e lavorava assieme alla socialista UGT (1888) dal 1916 quindi questa collaborazione continuò con le collettivizzazioni. L’anarchismo e il sindacalismo anarchico erano così forti che fu creato in Aragona il Consiglio di Difesa dell’Aragona, per iniziativa della CNT, a fine settembre 1936, unendo i comitati di cittadini e contadini dei diversi paesini, il governo della Repubblica lo accettò quando ci entrarono comunisti e socialisti a dicembre.

Fine della rivoluzione sociale

Il governo del socialista Francisco Largo Caballero (settembre 1936-marzo 1937), il “Lenin spagnolo”,intendeva ricuperare il controllo dello Stato, un decreto a dicembre sostitui comitati autogestiti con consigli provinciali presieduti da prefetti. Il suo secondo governo unifica governo ed esercito sotto il suo controllo, entrano addirittura quattro anarchici nel governo, tra cui Federica Montseny, prima donna ministra, che spinta dalle Mujeres Libres (associazione anarchica femminile,aprile 1936), legalizza l’aborto. Ma il governo da le dimissioni a maggio 1937 dopo gli gravissimi scontri di Barcelona : il Governo catalano (comunisti e nazionalisti di sinistra) voleva ricuperare il controllo di Barcellona governata dalla CNT e la FAI.  Fine dell’egemonia anarchica in Catalogna, in Aragona, dappertutto dal 17 maggio 1937 col governo pro comunista del socialista Juan Negrín che da l’oro della Banca di Spagna all’Unione Sovietica in cambio di materiale spesso scadente.

L’11 giugno sul fronte del Aragona, sono le unità militari inviate da Madrid a perdere l’offensiva di Huesca e l’11 agosto il Consiglio di Difesa dell’Aragona è eliminato, il suo presidente, l’anarchico Joaquín Ascaso arrestato, e José Ignacio Mantecón, simpatizzante comunista di Izquierda Republicana, nominato governatore dell’Aragona. Centinaia di anarchici sono arrestati e cacciati dai comuni, comincia lo smantellamento di tante collettività. A febbraio 1938, persa la battaglia di Teruel, Franco occupa tutta l’Aragona.

 Organizzazione delle collettività

Collettivizzazione con una carta di regolamento, diritti e doveri precisi e variabili ma con tanti principi comuni :

Eliminazione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Non si affitta la terra.

Ingresso libero nella comunità collettivizzata o statuto di lavoratore “individualista”.

Collettivizzazione del lavoro, produzione e distribuzione. Creazione di una cooperativa.

Eliminazione dello sfruttamento e del lavoro salariato.

Lavoro di ciascuno a secondo delle sue possibilità e rimunerazione a secondo dei bisogni di ognuno.

Assemblee decisionali per consenso (né voto, né delega)

Portiamo un mondo nuovo nei nostri cuori” (Buenaventura Durruti), il sogno ugualitario vive, oggi più che mai

Oggi festeggio con tutti voi l’anniversario della rivoluzione spagnola, il compleanno di mia figlia maggiore nonché il mio primo contributo a CantoLibre. Evviva !

 

 

Monica Jornet

Nata a Parigi da famiglia spagnola, Laureata in Letteratura e Lingua spagnola alla Sorbona. Vivo a Napoli, nel rione Sanità, una felicità che ricambio con tanti impegni, politici (Gruppo Errico Malatesta della Federazione Anarchica Italiana - Napoli), sociali (Scugnizzo Liberato, Comitati di quartiere, Casa delle Donne ecc.), culturali (Persona libro, ecc.). Collaboro a Umanità Nova, il settimanale anarchico, e pubblico traduzioni per diffondere l'Idea. L'arte è per me il valore supremo. Sono socia del Collège de Pataphysique.
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